Macrico F2, ancora nulla di fatto in Consiglio Comunale. In chiusura la dichiarazione di Don Antonello

Un momento del Consiglio Comunale
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Don Antonello a margine della discussione: “La Chiesa è un organo di potere, il potere dei 7 segni, tra questi c’è quello di realizzare un parco ad uso pubblico”

Questa mattina a Caserta il consiglio comunale monotematico, anche in streaming, in cui si è discusso della petizione popolare che richiede l’attribuzione della classificazione urbanistica “F2” per l’area ex Macrico: Parco urbano pubblico e inedificabile.

Nei giorni precedenti il Consiglio il Comitato Macrico Verde – che raccoglie oltre 40 tra le associazioni ambientaliste e di promozione sociale del territorio e che da tempo sta chiedendo che all’area venga attribuita la qualifica urbanistica F2 – ha chiamato a raccolta i suoi: “È indispensabile esserci. Un’ occasione per dimostrare la necessità che questa grande area verde rimanga tale e che possa essere al più presto resa fruibile ai cittadini”, si legge sulla pagina Facebook official del Comitato.

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“Agli amministratori la responsabilità di classificarla come ” area inedificabile” in maniera di metterla al riparo da appetiti speculativi. Un atto per rispettare la volontà popolare espressa con migliaia di firme certificate e per ufficializzare la volontà della stessa proprietà dell’ area che ha dichiarato, appunto, di metterla a disposizione dei cittadini, attraverso la sottoscrizione della petizione da parte dei suoi due massimi rappresentanti, il Vescovo ed il Presidente dell’ Istituto Diocesano Sostentamento Clero”.

Tuttavia, una preoccupazione purtroppo ininfluente in quanto la discussione, per l’ennesima volta è approdata ad un nulla di fatto. Singolari le posizioni di alcuni consiglieri a prescindere dal colore dello scranno politico occupato, chi ha seguito il consiglio dal vivo o in streaming ha potuto avvertire una certa stanchezza relativamente alla tematica e nemmeno questa volta la richiesta di attribuzione è passata.

Ancora una volta si è fermi su di una annosa questione nei confronti della quale le parti non intendono mollare la presa. Fondazione Casa Fratelli Tutti a parte, considerando la dichiarazione di Don Antonello Giannotti, presente in aula in qualità di presidente dell’Istituto Sostentamento Diocesano del Clero che, a margine della discussione del consiglio, ha dichiarato rispondendo a chi accusava la Chiesa di essere un organo di poteri forti: “La Chiesa è un organo di potere, il potere dei 7 segni, tra questi c’è quello di realizzare un parco ad uso pubblico”.

Al termine del Consiglio il Sindaco Carlo Marino ha dichiarato che “l’Amministrazione è totalmente in linea con il progetto sul Macrico portato avanti dalla Curia, dall’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero e dalla Fondazione ‘Casa Fratelli Tutti”.

Ha poi aggiunto: “Su questo tema non sono ammesse ambiguità e non bisogna fare propaganda. Come governance della città sentiamo il dovere di prendere decisioni nell’esclusivo interesse della comunità, assumendoci la responsabilità delle nostre scelte, che con coraggio abbiamo deciso di portare avanti.

Seguiamo la linea coerente adottata dal Vescovo Pietro Lagnese, dalla Curia, dalla Fondazione e dall’Istituto Diocesano: questo per noi è un percorso serio sul quale poter costruire un piano strategico caratterizzato da una nuova visione di città. Capisco che qualcuno esiste politicamente solo perché porta avanti la battaglia per rendere F2 l’area del Macrico, però noi amministratori dobbiamo governare. Non posso andare dietro ai partiti, dietro ai movimenti o a quell’associazionismo interessato, che strumentalizza i temi e che fa propaganda e che si è perfino candidato alle ultime elezioni, diventando un vero e proprio movimento politico.

Noi vogliamo parlare a tutta la città, che conta 75mila abitanti, nel suo complesso e non solo con qualche associazione composta da pochi componenti. Oggi, sulla vicenda del futuro del Macrico, ci sentiamo pienamente rappresentati dalla Fondazione. Attendiamo la proposta che sta venendo fuori da un’opera di ascolto e di confronto che la stessa Fondazione sta effettuando con la città, con le istituzioni, con le associazioni. Sono convinto che le istituzioni pubbliche, la Curia, l’Istituto Diocesano e la Fondazione possano interagire per costruire un vero bene comune, al servizio dei cittadini.

Questo è l’unico obiettivo che abbiamo. Chi vuole far parte di questo cammino, mettendo a disposizione le proprie competenze, è il benvenuto. Non troviamo utile, invece, l’azione di chi intende fare polemica solo per cercare visibilità politica. Dobbiamo realizzare il cosiddetto ‘Parco dei parchi’, con la possibilità, come sottolineato dalla Curia, di poterlo co-progettare, co-gestire, lavorando tutti per il bene comune”.

“Per assicurare crescita e sviluppo alla nostra città e scrivere il futuro, bisogna decidere, fare delle scelte. Ci vuole coraggio, il coraggio delle scelte. E noi lo abbiamo”, ha concluso il Primo Cittadino.