Maestri alla Reggia, il Premio Oscar Gabriele Salvatores si racconta a Caserta

Credit Photo Rebecca Rivelli ed Elisa Corvino

Forte dello straordinario successo riscosso, continua la IV edizione della manifestazione “Maestri alla Reggia”, a cui partecipa attivamente una notevole porzione della popolazione casertana.

L’evento, minuziosamente curato dall’Università Vanvitelli, sta dando lustro alla provincia di Caserta: oggi 28 novembre 2019 a partire dalle ore 17:30 ha visto, infatti, come prezioso protagonista il maestro Gabriele Salvatores che, in un’atmosfera intima e confidenziale, ha ripercorso la sua lunga carriera in presenza di un pubblico sinceramente coinvolto che ha dimostrato all’artista tutta la profonda ammirazione suscitata dal suo imparagonabile genio.

La vittoria del premio Oscar nell’anno 1992 per   Il suo indiscusso capolavoro “Mediterraneo”, premiato come miglior film straniero, è stato solo uno di una lunga serie di riconoscimenti che hanno costellato la carriera di Salvatores.

L’ironia fresca e spontanea che da sempre contraddistingue il maestro ha contribuito a rendere l’incontro piacevolmente leggero sebbene i temi toccati siano stati di significativo spessore.

Innumerevoli gli aneddoti raccontati dal regista che, proprio in merito all’inaspettata premiazione hollywoodiana, ricorda che Stallone, inorgoglitosi per la provenienza italiana del film, ne lesse, contrariamente alla consuetudine, prima del titolo, il paese di origine, facendo dunque credere al regista di aver già perso l’insperato premio.

Salvatores ha poi paragonato “la famosa statuetta” ad un super potere che ha saputo ampiamente sfruttare. Il maestro ha infatti approfittato della meritata notorietà per produrre un’opera d’arte che in Italia non aveva precedenti: si trattava, infatti, di “Nirvana“, il primo film fantascientifico italiano con cui Salvatores ha prefigurato alcune delle novità tecnologiche poi effettivamente realizzate.

A seguire, ha intrattenuto il pubblico con una simpatica digressione su un altro dei suoi prodotti cinematografici: “Denti“, in cui ha saputo raccontare la sua Napoli per dettagli e contrasti. Il regista ha poi riflettuto sul suo rapporto con questo film.

Sebbene non sia stato un “campione di incassi”, Salvatores lo tiene particolarmente a cuore forse perché, come ha sottolineato il maestro: “si tende sempre a proteggere i figli più deboli”.

Salvatores ha poi confessato che in questo suo lavoro è riflessa una parte di sé sofferente e malinconica, dipinta in maniera sorprendente sincera e ineguagliabilmente vera.

Il regista ha poi concluso tratteggiando per il pubblico, inevitabilmente incantato, qualche peculiarità del suo ultimo meraviglioso prodotto cinematografico: “Tutto il mio folle amore“, film che sa raccontare il nostro tempo in modo schietto e delicatamente struggente, che racconta di una felicità frammentaria, non figlia di un diritto naturale ma di imprevedibile casualità…. un film che insegna a perdersi per ritrovarsi ad essere più forti e folli nell’amore.

Con questo autentico capolavoro Salvatores riannoda tutti i fili della sua poetica mostrando tutto il suo folle amore per la sua meravigliosa arte.

La spumeggiante personalità di questo genio italiano è stata in grado non solo di tener desta l’attenzione durante tutto l’incontro, ma è riuscita a coinvolgere in profonde riflessioni anche i più giovani spettatori del Liceo Classico della Comunicazione “Pietro Giannone” che, dopo aver rivolto al maestro alcune ingenue domande che ne hanno suscitato la sincera ilarità, lo hanno coinvolto in numerosi scatti e simpatici selfie a cui il regista si è felicemente prestato.

L’inarrivabile grandezza di questo orgoglio tutto italiano sta proprio nella capacità di comunicare messaggi importanti con parole e gesti semplici e spontaneamente sinceri… una personalità come la sua, dunque, non poteva che conquistare profondamente soprattutto il pubblico più giovane.

Foto di Rebecca Rivelli ed Elisa Corvino