Manutenzione del prato: dalla semina al taglio

Manutenzione del prato, dalla semina al taglio

Per avere un giardino sano e rigoglioso non basta tagliare il prato regolarmente, ma bisogna pensare anche alla sua concimazione, al rinfoltimento, al diserbo, all’irrigazione e – non ultimo – al tipo di erba da piantare. Ecco alcuni consigli pratici per ottenere un manto erboso rigenerato e compatto tutto l’anno.

A molti sarà capitato di dire che l’erba del vicino è sempre più verde, e non come detto popolare o frase fatta, ma perché spesso il giardino degli altri appare effettivamente più bello e rigoglioso del nostro. Ma qual è il segreto? Forse il nostro vicino ha più pazienza? Dispone delle attrezzature giuste? Si avvale dell’aiuto di un giardiniere professionista? Niente di tutto questo, perché per avere uno spazio esterno che faccia invidia a tutti la parola d’ordine è una sola: manutenzione!

Quelle elencate qui di seguito sono le principali operazioni da mettere in atto per ottenere e mantenere un bel prato tutto l’anno.

Più tosi il prato, più diventa bello!

Come per ogni cosa, anche quando si tratta di tosare il prato bisogna trovare il giusto compromesso. La frequenza con cui tagliare l’erba varia a seconda del risultato che si vuole ottenere e – naturalmente – del tempo a disposizione. In linea di massima, il manto erboso andrebbe tosato almeno una volta la settimana da aprile fino a giugno e da settembre fino a ottobre, periodi in cui l’erba tende a crescere più rapidamente. In inverno, invece, il taglio del prato si può tranquillamente evitare poiché il freddo ne rallenta la crescita.

Durante la stagione fredda basta solo rimuovere regolarmente foglie e rami secchi per garantire al prato il giusto apporto di luce ed evitare che nel terreno si formino dannosi ristagni idrici. Inoltre, è importante tenere sotto controllo anche le infestanti, come pratolini, convolvoli e tarassachi, che potrebbero prendere facilmente il sopravvento sulla distesa verde.

A tal proposito, il tagliaerba elettrico o a batteria – leggere qui per avere maggiori informazioni al riguardo – rappresenta un valido alleato per la lotta contro gli intrusi indesiderati: un prato troppo alto, infatti, favorisce lo sviluppo di muschi, funghi ed erbacce, quindi occorre tagliare l’erba a un’altezza compresa tra 2,5 e 5 centimetri, avendo premura di controllare che le lame del macchinario siano ben affilate e taglienti.

Mulching e smaltimento dei rifiuti

Anche se il nostro tosaerba è provvisto di un cestello per la raccolta dell’erba tagliata è importante smaltire questi rifiuti in modo corretto per ridurre l’impatto ambientale. Per eliminare gli scarti del giardino è possibile recarsi nel centro di raccolta del proprio Comune e gettarli tra i rifiuti organici vegetali.

Un altro metodo ecologico per smaltire gli sfalci è utilizzare un tagliaerba dotato del sistema mulching che, dopo aver sminuzzato e triturato i frammenti d’erba, li distribuisce sul manto erboso per creare un fertilizzante naturale in grado di riportare acqua ed elementi minerali nel terreno, limitando così l’utilizzo di fertilizzanti e prodotti chimici potenzialmente inquinanti.

La scarificazione

Dopo lo sfalcio, la semplice pulizia del prato potrebbe non essere sufficiente per farlo crescere sano e rigoglioso, ma occorre una scarificazione del manto erboso per evitare la formazione del feltro, uno stato compatto costituito da muschio, erbacce e foglie secche che tende a sottrarre luce, ossigeno e nutrienti alle piante.

Oltre a favorire una migliore aerazione del suolo, questa operazione permette alle radici dell’erba di penetrare in profondità nel terreno per assorbire l’acqua e le sostanze nutritive di cui necessitano per un corretto sviluppo. Il periodo ideale per scarificare il prato è durante la fase di crescita dell’erba, quindi in primavera e all’inizio dell’autunno, evitando tassativamente i periodi di forte siccità.

Quando e come concimare il prato

Un prato poco folto, chiazze chiare, muschio, erbacce e maggiore vulnerabilità alle malattie fungine sono i principali segnali di una carenza di sostanze nutritive nel suolo. Per ottenere una crescita costante e uniforme del manto erboso è bene effettuare un’adeguata concimazione di copertura subito dopo la semina, distribuendo sul terreno un fertilizzante specifico ad alto contenuto di fosforo e mantenendo il prato costantemente umido per almeno un paio di settimane o quantomeno fino al completamento della germinazione. Dopo circa una quarantina di giorni è opportuno procedere con una concimazione di supporto utilizzando un concime azotato o equilibrate a lenta cessione.

L’irrigazione

Un prato verde e in salute è il risultato anche di un’irrigazione corretta e regolare. I fattori che determinano il fabbisogno idrico del manto erboso sono il periodo stagionale e il tipo di terreno: prendendo come esempio un prato di festuca posto su un sito esposto al sole e con una composizione bilanciata di sabbia e argilla, il consumo medio giornaliero d’acqua durante la stagione estiva sarà approssimativamente di circa cinque litri al metro quadrato.

Durante i periodi più caldi dell’anno e in primavera è sempre consigliabile annaffiare il giardino la mattina presto, in modo che l’acqua dilavi la rugiada notturna e protegga l’erba dalle potenziali malattie fungine che trovano un ambiente prolifico proprio nella condensa che si forma sul fogliame durante la notte. Inoltre, bagnando il terreno di mattina (o al massimo la sera dopo il tramonto), il suolo superficiale avrà tempo a sufficienza per asciugarsi, evitando gli eccessi di umidità dannosi per le radici.