Maradona: i tanti volti di D10S

Maradona: i tanti volti di D10S

A un anno dalla sua scomparsa, il popolo napoletano non vedeva l’ora di rendere un tributo al proprio idolo, Diego Armando Maradona. Lo svelamento della statua del pibe de oro, i cori e le luci, prima del match contro la Lazio, hanno commosso ed emozionato. Una splendida cornice alla partita perfetta, vinta per 4-0 dagli azzurri, scesi in campo con l’effige di Diego sulla maglia.

La serata allo stadio che porta il suo nome è stata una sublimazione della vita del calciatore, che tra alti e bassi si è guadagnato un posto tra i miti della città. Ma accanto a chi ha esaltato la sua figura, sia in vita sia dopo la scomparsa, avvenuta il 25 novembre del 2020, c’è sempre stato e ci sarà sempre chi lo mette in discussione.

Oltre a quello che viene definito il miglior giocatore del mondo infatti vi è l’uomo controverso, il personaggio scomodo. Valutare Maradona esclusivamente come calciatore è dipingere solo una parte di un quadro complesso. La sua figura unica è scandagliata nel triplice aspetto di uomo, calciatore e personaggio, come si può leggere in questa infografica.

El pibe de oro è ovunque

La statua in bronzo in cui lo scultore ha reso evidente il mitico piede d’oro è stata regalata alla città da Stefano Ceci, amico e manager di Diego. È solo un altro modo in cui il popolo napoletano potrà omaggiare il suo D10S.

Infatti come ogni mito è onnipresente in mille modalità di raffigurazione. La qual cosa lo ha accompagnato anche in vita. Il personaggio di Maradona è uno di quei rari casi in cui l’ingresso nell’immortalità è avvenuto prima della morte.

El pibe de oro è ovunque

Tra i vicoli c’erano già le edicole votive, come quelle tributate alla Madonna e a San Gennaro. Murales e altre forme d’arte hanno sempre fatto sentire a Diego che Napoli era e sarebbe rimasta la sua città. Così come le statuette dei pastori, con la maglia numero 10. L’amore per Maradona si è moltiplicato dopo la morte, in cui l’eroe ha perso la battaglia finale contro i propri demoni. Battaglia che però lo ha destinato ancora di più a un’eternità che già si presagiva.

Al cinema, in tv e nei libri, luci e ombre del Pibe

Lo ritroviamo al cinema nel film candidato agli Oscar di Paolo Sorrentino. Lo ritroviamo in una nuova serie tv in streaming su Prime Video. Nel primo caso emerge la mano di D10S, salvifica per il regista partenopeo. Nel secondo, il ritratto del calciatore lascia emergere anche il suo essere uomo debole, con vizi e dipendenze.

Marito infedele, padre di figli non riconosciuti. Criticato per tutti gli eccessi a cui lo ha condotto il passaggio dalla povertà di Colle fiorito, quartiere periferico di Buenos Aires, alla ricchezza. Anche chi lo ama conosce il lato oscuro di Maradona, non lo nega, ma lo comprende e lo perdona.

La vita pubblica e privata di Diego ha sempre riempito le prime pagine dei giornali. Inevitabilmente adesso è il soggetto di libri e podcast che la scandagliano a fondo. Tanti quanti sono i suoi sostenitori, altrettanti sono i detrattori, che del suo successo vedono soltanto le ombre.

Lui è il ragazzino che ama il pallone e che si trasforma nel calciatore in grado di far vincere i Mondiali all’Argentina e lo scudetto al Napoli. Quel ragazzino che diventa eroe generoso e umile, che incarna il riscatto dei più deboli. È anche l’uomo che sbaglia, il personaggio vittima del successo. Ma questa ambivalenza non basta a spiegarlo. Perché a ripercorrere la vita di Maradona, si ritrova anche il personaggio carismatico seduto con Fidel Castro, quello che sposa le battaglie dei popoli dell’emisfero Sud. L’uomo ricevuto da Papa Wojtyla e abbracciato da Francesco Bergoglio.

Ecco perché sarà sempre un eroe popolare

Maradona è il calciatore ribelle e individualista in grado di annientare gli avversari e lasciarli ammirati. Eletto dalla FIFA, contro cui si è scagliato più volte, miglior giocatore del XX secolo. Bandito dai mondiali per uso di sostanze illecite. Iconico, politicamente scorretto, sincero e bugiardo, commovente e commosso, controverso, vero.

Ecco perché sarà sempre un eroe popolare

Maradona per Napoli e per la sua Argentina resterà sempre un eroe. Quello che ha saputo combattere e trascinare alla vittoria, non solo calcistica, per la prima volta una città e una nazione. Il simbolo del riscatto in cui si sono riconosciuti interi popoli che si sentivano perdenti, e almeno per una volta, grazie a lui, sono diventati vincenti.

A questo eroe del popolo si perdona ogni caduta e si prega perché si rialzi. E soprattutto, quando non si rialza più, si riserva il posto migliore nell’Olimpo dei miti.

Fonti fotonapolidavivere.it  /  areaonline.ch