Maria Ammirati, la donna morta con il figlio in grembo, slitta a gennaio 2020 il processo per i sette medici imputati

Riparte con un rinvio al 21 gennaio 2020, presso i giudici della Corte di Appello di Napoli, il processo per i 7 medici degli ospedali di Caserta e Marcianise, parte dei quali condannati lo scorso anno, per la morte colposa di Maria Ammirati.

Processo slittato a causa di un difetto di notifica ad uno dei medici imputati. Nell’aula loscorso 8 Ottobre 2019 erano presenti la mamma della defunta Ammirati, Rosaria Mastroianni con l’avv. Mosca.

Più precisamente i fatti possono essere così riassunti:

Il 28 Giugno 2012 Maria Ammirati muore a causa di una patologia infettiva innescata da un’amniocentesi che la porta ad un aborto e conseguentemente al decesso, avvenuto dopo aver fatto da spola tra la clinica privata del suo ginecologo Dott. Pagano e gli ospedali di Marcianise e di Caserta presso il quale è morta.

Il 24 Luglio 2018 arriva la sentenza di condanna nel processo di primo grado, per Nicola Pagano 3 anni, Tamburro Anna 4 anni, Golino Maria 4 anni, Vitale Luigi 4 anni.

Condannati perché “in concorso tra loro, in qualità di medici, per colpa nell’esercizio della professione medica ed in particolare per imprudenza, negligenza, imperizia cagionavano la morte di Ammirati Maria”.

Assolti invece

De Falco Carmen, Fusco Andrea, Parisi Pasquale.

La morte, così come ricostruito nella sentenza di primo grado, è stata determinata dalle condotte colpose degli indagati, in quanto, ferma la negligenza del ginecologo nella causazione dell’infezione e nei controlli successivi, dapprima, dal medico dell’ospedale di Caserta, venne effettuata diagnosi di colica renale, omettendo di valutare l’amniocentesi effettuata 10 giorni prima, e poi dai medici dell’ospedale di Marcianise, ove si accertava l’aborto, veniva omessa di valutare l’insorgenza di una patologia infettiva dovuta al feto deceduto  e di intervenire allo svuotamento dell’utero, dimettendo la paziente per mancanza di un reparto specialistico di ematologia.

Nel processo di appello sono oggetto di nuova valutazione anche le condotte dei medici dell’ospedale di Caserta, che nel periodo tra il ricovero avvenuto il 26-06-2012 ore 5.30, fino all’intervento chirurgico avvenuto solo in data 27-06-2012 hanno omesso di valutare gli  effetti dell’amniocentesi, quali dolori addominali e presenza di aborto. ritenuto, omettendo di conseguenza anche la celerità dello svuotamento uterino. L’inizio del nuovo anno è fissato il prossimo dibattimento il 21 Gennaio 2020 dianzi alla Corte di Appello del Tribunale di Napoli.

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