Maria morì dopo l’aborto, il pm chiede 7 condanne

Marcianise (Caserta) – Sarebbe morta secondo l’accusa per “gravi negligenze” da parte di medici e infermieri delle strutture pubbliche del casertano Maria Ammirati, la 36enne incinta che perse la vita nel 2012 dopo l’aborto e a causa di un’infezione.

Nella giornata di ieri sono state chieste 7 condanne per la morte di Maria: il pm ha chiesto la condanna a 4 anni per Nicola Pagano, Maria Tamburro, Maria Golino, Luigi Vitale, Carmen Luigia De Falco, Andrea Fusco e Pasquale Parisi. Sono tutti medici ed infermieri colpevoli, sempre secondo l’accusa, di non essersi accorti che la donna portava in grembo un feto morto, causa dell’infezione.

Negli ospedali di Marcianise e Caserta inizialmente le sono state diagnosticate prima una colica renale e poi una possibile leucemia. La giovane, dopo un viavai tra i due nosocomi e il consulto non utile con il suo ginecologo, è morta dopo l’aborto nel giugno 2012: secondo il pm se i medici si fossero accorti in tempo del problema e non avessero compiuto omissioni la donna si sarebbe molto probabilmente salvata con una cura antibiotica e lo svuotamento dell’utero.

Dal giorno della tragedia la famiglia di Maria Ammirati chiede giustizia e durante il processo ha parlato anche l’allora compagno della donna, che ha raccontato le varie fasi della gravidanza e gli ultimi giorni. Dopo le parole dei legali difensori degli imputati ci sarà la sentenza in primo grado.

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