Mario Pignataro, un grande casertano che fece del passionale impegno civile lo scopo della sua vita

1950, Mario Pignataro (al centro), della segreteria CGIL provinciale, con Giorgio Napolitano (a sinistra), allora Segretario provinciale del PCI di Caserta
1950, Mario Pignataro (al centro), della segreteria CGIL provinciale, con Giorgio Napolitano (a sinistra), Presidente della Repubblica Italiana dal 15 maggio 2006 al 14 gennaio 2015, allora Segretario provinciale del PCI di Caserta

Riceviamo e pubblichiamo un ricordo dell’Arch. Giancarlo Pignataro di suo padre Mario, in occasione del centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano.

“La ricorrenza del centenario del Partito Comunista Italiano (riferimento salvifico per intere generazioni) mi permette di rivivere un flash: di quando da bambino accompagnavo babbo per le strade di Caserta (San Leucio e gli altri borghi) , e (avrò avuto 8 – 10 anni) informavo i cittadini (dall’altoparlante posto sul tetto della sua Bianchina) sul luogo e sull’orario del suo successivo comizio.

Quando il livello del dibattito politico nazionale era decisamente alto, anche sotto il profilo stilistico, di quello attuale, a prescindere dagli schieramenti. Mi sovvengono Nenni, Almirante, Moro, Berlinguer, Andreotti, Pertini… insomma giganti!

Scelgo due documenti a caso tra i tanti conservati nell’archivio di famiglia. Mario (1923-2012) si fece la sua prima tessera a 20anni e ha continuato così per ogni anno della sua lunga vita, unitamente alla immancabile tessera della CGIL.

Mi sembrava doveroso da parte mia, cogliere l’occasione per ricordare il suo passionale impegno civile, così nelle lotte per il lavoro quanto in quelle per la libertà e la democrazia, finendo anche più volte in carcere. Si narra che il brigadiere quando lo andava a prelevare a casa gli si rivolgeva con rispetto, per l’assidua frequentazione: “Don Ma’ cortesemente favorite con me in caserma, grazie”. A conferma che l’eleganza è una categoria dell’animo e non prerogativa esclusiva di un ceto o di una “parte”.

Grazie babbo, mio primo maestro di vita, per queste storie che mi hanno sempre aiutato a ritrovare, ogni volta che ne avevo bisogno, la via maestra.”