Martedì 12 e mercoledì 13 i primi due appuntamenti delle “Giornate dei Diritti” della Cgil di Caserta

Martedì 12 ottobre alle 16.30, a Palazzo Paternò di Via San Carlo a Caserta, si parlerà di uguaglianza di genere. “Parità, femminile plurale” è l’appuntamento che vedrà la partecipazione di Susanna Camusso, già segretaria generale della Cgil nazionale e attualmente responsabile dipartimento delle politiche di genere.

Con lei, la sociologa e dell’Università Federico II di Napoli Giustina Orientale Caputo, Rosaria Calabrese, consigliera di parità della provincia di Caserta, Rosetta D’Amelio consigliera del presidente De Luca per la parità di Genere e Cinzia Massa, segretaria regionale della Cgil di Caserta.

Introdurrà Gaetanina Ricciardi, segretaria della Cgil di Caserta, e coordinerà Matteo Coppola, segretario generale della Cgil di Caserta.

Il giorno dopo, 13 ottobre, alle 9.30, all’Hotel Royal di Via Vittorio Veneto a Caserta, “Diritti al Lavoro” con il segretario nazionale della Cgil Emilio Miceli. Un incontro sullo sviluppo in provincia di Caserta sul futuro di industria, infrastrutture e reti. Con Miceli, i delegati dal mondo del lavoro, delle categorie e Matteo Coppola, segretario generale della Cgil di Caserta, Angelo Papadimitra, Cgil Caserta e Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania.

“Le nostre ‘Giornate dei diritti’ sono parte di un percorso con iniziative politiche di merito che ci porterà alla Conferenza di Organizzazione del 27 ottobre” dichiara Matteo Coppola segretario generale della Cgil di Caserta “Con Susanna Camusso, Emilio Miceli e Giuseppe Massafra parleremo di diritti, uguaglianza, parità di genere, sviluppo, sicurezza sul lavoro, accoglienza e integrazione in provincia di Caserta”.

“Siamo protagonisti della società che cambia, in prima fila sempre per difendere e tutelare i lavoratori e cittadini e la Costituzione italiana – conclude Coppola – Oggi più che mai, dopo l’attacco fascista che abbiamo subito nella nostra sede nazionale, in difesa dell’antifascismo e della democrazia in Italia”.