Maurizio de Giovanni a Capua per presentare il libro “Caminito. Un aprile del Commissario Ricciardi”

Maurizio De Giovanni
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Lo scrittore Maurizio de Giovanni per “Aspettando il festival” al Liceo Pizzi di Capua 

Continuano gli incontri che fino a maggio introdurranno la diciottesima edizione del Capua il Luogo della Lingua, il festival letterario più longevo della provincia di Caserta, con la direzione artistica di Giuseppe Bellone e promosso dall’associazione Architempo, che si ispira al “Placito Capuano”, primo documento scritto del volgare italiano e che vede nella Capua Longobarda del 960 la sua genesi.  

Martedì 4 aprile alle ore 16,30 Maurizio de Giovanni, storico amico di Capua il Luogo della Lingua, incontrerà gli studenti e la cittadinanza nell’Aula magna del Liceo Salvatore Pizzi per presentare il libro “Caminito. Un aprile del Commissario Ricciardi” (Einaudi) dopo i saluti di Enrico Carafa Dirigente scolastico Liceo Statale Salvatore Pizzi, Vincenzo Corcione Assessore alla Cultura del Comune di Capua, Giuseppe Bellone Capua il Luogo della Lingua festival. Conduce la professoressa Daniela De Rosa  

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“Il nostro è un festival che dal 2005 declina la scrittura, che è il suo asse portante e che dal 2020 è il soggetto coordinatore del Patto per la Lettura per Capua, riconosciuta dal Ministero della Cultura  Città che Legge“. – dichiara Giuseppe BelloneE proprio il festival, unitamente ai progetti di promozione della lettura che le scuole di Capua aderenti al Patto svolgono, sono le caratteristiche alla base del riconoscimento.  Grande è la sintonia con il Liceo Pizzi con il quale da  anni collaboriamo, incontrando autori che trovano nei ragazzi dei lettori fantastici, grazie al lavoro dei professori.  

Il libro 

Cinque anni possono cambiare un mondo. Una vita, tante vite. Il grande ritorno del commissario Ricciardi. 

È il 1939, sono trascorsi cinque anni da quando l’esistenza di Ricciardi è stata improvvisamente sconvolta. E ora il vento d’odio che soffia sull’Europa rischia di spazzare via l’idea stessa di civiltà. Sull’orlo dell’abisso, l’unico punto fermo è il delitto. Fra i cespugli di un boschetto vengono ritrovati i cadaveri di due giovani, stavano facendo l’amore e qualcuno li ha brutalmente uccisi.

Le ragioni dell’omicidio appaiono subito oscure; dietro il crimine si affaccia il fantasma della politica. Con l’aiuto del fidato Maione – in ansia per una questione di famiglia – Ricciardi dovrà a un tempo risolvere il caso e proteggere un caro amico che per amore della libertà rischia grosso. Intanto la figlia Marta cresce: ormai, per il commissario, è giunto il momento di scoprire se ha ereditato la sua dannazione, quella di vedere e sentire i morti.