Memorial Gennaro Leone lo scorso luglio, in sordina il ricordo del pugile ucciso a Piazzetta Correra a Caserta

Gennaro Leone sul ring del Memorial Pietro Cremonese. Ph di Rocco Curcio

Primo Memorial Gennaro Leone, “Fino alla fine dei tempi”

Recita così il pay off della locandina dedicata al Primo Memorial di Boxe in ricordo di Gennaro Leone, grande promessa del pugilato italiano, vittima innocente di reato, ucciso il 29 agosto 2021 a soli diciotto anni per una futile lite a Caserta.

Un evento tutto sportivo, passato leggermente in sordina mediaticamente rispetto al significato simbolico del suo protagonista. Ma probabilmente era proprio questo l’intento degli organizzatori, una iniziativa che sapesse di amabile memoria e di amore per lo sport, per il pugilato precisamente, e non un nuovo tam tam mediatico per alzare il sipario a volte morbosamente curioso su qualcosa o qualcuno che non c’è più.

L’evento si è tenuto il 23 luglio scorso Caserta, presso il campo di calcio “Rione Vanvitelli” organizzato dalla Energy Boxe Caserta Team Coppola. “In ricordo di un campione”, così hanno voluto denominare l’evento sui social gli organizzatori, per celebrare, mediante lo sport che ha amato, la giovane vita di Gennaro, nell’affetto della sua famiglia e dei suoi amici.

Di seguito un video con i momenti delle vittorie del giovane Gennaro, raccolti da sua madre Pina Geniale.

La manifestazione è stata fortemente voluta dal Maestro Antonio Coppola della Energy Boxe Caserta, in ricordo del suo allievo scomparso prematuramente in quella sciagurata notte estiva di un anno fa. Ad aprire la manifestazione un appassionato discorso del maestro Munno, accompagnato da un forte applauso del pubblico commosso.

Intanto rispetto al caso, il 4 agosto scorso i consulenti della Procura hanno escluso le responsabilità dei medici del pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera di Caserta che presero in cura Gennaro dopo la lite di via Vico rispetto alla sua morte.

La situazione sarebbe precipitata in una ventina di minuti dal suo arrivo all’Ospedale. “Al momento dell’arrivo in pronto soccorso – hanno spiegato – Le sue funzioni vitali erano già compromesse. Aveva perso molto sangue”.