Meraviglie della Reggia di Caserta: alcune cose che (forse) non sapevate sul gioiello vanvitelliano

Criptoportico della Reggia di Caserta
Criptoportico della Reggia di Caserta

Ieri sera, su Rai 1, Alberto Angela, nel corso del programma Meraviglie, ha parlato della Reggia di Caserta, illustrandone i tratti generali senza tuttavia disdegnare alcune digressioni a proposito di certe curiosità sul palazzo reale.

Cercheremo di riproporvele stilando una breve lista.

Gli operai che contribuirono a costruire la Reggia furono più di 2500 (altre fonti parlano di oltre 3000), fra cui alcuni centinaia di galeotti amnistiati; prestarono servizio persino pirati turchi catturati dalla flotta reale. Furono utilizzati animali di ogni genere, addirittura elefanti, per il trasporto di grossi blocchi di materiale, e cammelli.

Il bagno della regina. Pur sembrando una struttura piccola rispetto all’immensità della reggia, esso rappresenta un piccolo diamante: colori tenui, uno splendido pavimento di marmi policromi e due bassorilievi rappresentanti dei putti bendati. Perché? Perché neanche delle statue potevano vedere la regina svestita. Ma non solo: un geniale sistema di specchi permetteva alla sovrana Maria Carolina di intravedere quanto accadeva negli ambienti prospicienti senza tuttavia farsi scorgere, in modo da poter intrattenersi con i propri amanti che, se beccati, potevano svignarsela attraverso un pannello nascosto dietro ad uno degli specchi.

Da dove proviene l’acqua con cui sono alimentate le numerosissime fontane del parco? La grande cascata e la peschiera sono alimentate tuttora dell’acqua proveniente dal monte Taburno, in provincia di Benevento. Questo a testimonianza del genio ingegneristico del Vanvitelli, che non si limitava ad essere un brillante architetto.

L’Acquedotto Carolino, inaugurato nel 1762, assomiglia in tutto e per tutto al classico acquedotto romano; la rete idrica si sviluppa principalmente sott’acqua, ma famoso è il tratto “emerso” di Maddaloni.

Ed a proposito del giardino inglese? Una delle prime meraviglie che salta all’occhio, infatti, è il criptoportico. Suggestiva camminata, esso è una finta rovina romana abbellita da diverse statue provenienti da Pompei, che era stata scoperta da poco. Onde rendere lo scenario ancora più realistico, fu utilizzata, nella costruzione dei muri, la tecnica dell’opus reticolatum. A ciò si aggiunge l’inserzione di felci e rampicanti che decorano le finte crepe dell’ambiente.

Bagno di Venere di Tommaso SolariE con lo stesso intento furono costruite le rovine di un finto tempio dorico. D’altro canto, non dimentichiamoci che ci troviamo in pieno Neo Classicismo.

E rimanendo in tema, come potremmo non citare “Il bagno di Venere”? Scolpita da Tommaso Solari, si tratta di una statua della dea ritratta nell’atto di uscire dall’acqua dopo il bagno.

Il Giardino Inglese è, inoltre, arricchito da moltissimi esemplari di piante e fiori esotici:  vi sono esemplari di tasso, di cedro del Libano, di canforo, albero originario dell’Asia orientale, e di camelia giapponese.

Eccoci alla conclusione. Qual è, dunque, il fine di questo articolo? La mera esaltazione dei nostri gioielli culturali? Forse, ma non del tutto.

Siamo dell’opinione che non si parlerà mai abbastanza delle nostre ricchezze, se non altro perché, finché non ne avremo un’approfondita conoscenza, esse non ci apparterranno mai del tutto; più le sentiremo nostre, più ne avremo cura.