Mercati azionari: cosa aspettarsi dalle borse nei prossimi mesi?

Mercati azionari, cosa aspettarsi dalle borse nei prossimi mesi

Chiunque si occupi di borsa è da sempre proiettato esclusivamente sul futuro. La sfida dei trader infatti, può venire riassunta nel tentativo di capire il mercato prima degli altri: nella capacità di leggere l’andamento dei titoli, scegliendo opportunamente quando comprarli e quando venderli.

Non sorprende dunque che ogni giorno anche gli investitori più esperti consultino guide e portali dedicati al mondo del trading, nel tentativo di capire quali potrebbero essere i prossimi sviluppi del mercato. Tra i portali più visitati si annovera Investireinborsa.net, un sito di trading online che dedica ampio spazio anche alla divulgazione di strategie e materiale informativo. Ebbene, secondo alcuni dettagli riportati qui è possibile immaginare quali saranno le realtà protagoniste della borsa nei prossimi mesi. Prima di entrare nel dettaglio degli scenari futuri, è però importante spiegare quali siano i processi che permettono di arrivare alle cosiddette previsioni finanziarie.

Borsa e previsioni

Il termine “previsioni” potrebbe fare pensare a capacità ai limiti del soprannaturale: ad una specie di dono più o meno innato che consente di vedere il futuro. In realtà, in finanza, le previsioni sono semplicemente il frutto del duro lavoro e, a onor del vero, hanno più a che vedere col presente ed il passato che con il futuro. Per capire cosa aspettarsi da un titolo o da un mercato è infatti necessario studiare i tanti fattori che, ogni giorni, influenzano il valore dei vari asset delle borse internazionali. Fattori che possono avere a che fare tanto con scenari interni quanto addirittura con questioni politiche ed economiche di portata mondiale.

Ad esempio, per fare delle previsioni circa un titolo “X”, bisognerà sicuramente conoscere alla perfezione l’andamento dell’azienda cui fa riferimento. Questo vuol dire avere informazioni circa i suoi introiti, le sue vendite, il suo cash flow ed i suoi margini; ma anche informazioni in merito ad un’eventuale posizione debitoria, al generale posizionamento dentro il mercato e, perché no, al posizionamento dell’azienda rispetto ad eventuali competitor.

Gli asset su cui puntare

È proprio grazie ad uno studio approfondito dell’andamento dei mercati nel 2020 che oggi diversi esperti sono capaci di individuare gli asset su cui puntare nei mesi a venire. In un anno caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, esistono infatti alcune aziende che sono risultate capaci non solo di tenere botta di fronte alla crisi economica, ma addirittura di crescere e fare registrare prestazioni positive.

Questo tipo di andamento in finanza viene spesso descritto come “Effetto Rally”: una circostanza in cui una perdita di valore viene seguita da una crescita successiva addirittura superiore. Ebbene, gli asset protagonisti di effetto Rally nel 2020 appartengono soprattutto a due macro-settori specifici: il settore tecnologico da una parte, quello sanitario dall’altra.

I leader tecnologici

Dopo una stagione all’insegna dei lockdown più o meno forzati non sorprende che sui mercati abbiano dominato diverse aziende legate alla tecnologia: aziende legate dunque a servizi di cui si è potuto usufruire anche da casa. È il caso, ad esempio del colosso dell’e-commerce Amazon, di un social network come Facebook, ma anche del gigante Google, del servizio on demand Netflix e di Apple. Società capaci di rappresentare oltre un quinto della capitalizzazione dei mercati stando a quanto fornito dall’indice S&P 500 e che, in finanza, spesso vengono “racchiuse” dentro l’acronimo FAANG (una combinazione particolare delle loro iniziali).

Gli occhi degli investitori sono puntati anche sulle aziende sanitarie più importanti dei mercati, capaci di risultati semplicemente eccezionali anche durante la crisi da coronavirus. Si consideri infatti che Clorox, leader delle salviette igienizzanti, è cresciuta del 45%, che Regeneron Pharma (vaccini) è cresciuta del 66% e che DexCom (realizzazione di apparecchiature per pazienti diabetici) è cresciuta addirittura dell’85%.