Mercato, il 2021 inizia male: -14% di automobili vendute in Italia a gennaio, gli incentivi statali non bastano

Il nuovo anno inizia con un drastico calo per quanto riguarda il mercato italiano dell’auto: a gennaio 2020 sono state immatricolate 134.001 auto, il 14% in meno dello stesso mese del 2020 secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti e riportati dall’Ansa. A pesare sulle vendite è ancora la Pandemia con la crisi economica e le incertezze che da esse derivano.

La flessione “Senza i due giorni lavorativi in meno, sarebbe stata più contenuta, pari al 4,97%, a fronte di veri e propri crolli registrati dai principali mercati europei” spiega il Centro Studi Promotor.

C’è da considerare anche che il crollo delle vendite di automobili nuove è stato mitigato dagli incentivi concessi dallo stato italiano, incentivi considerati insufficienti da tutte le associazioni di categoria come osserva Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor: “Per continuare a sostenere il mercato dell’auto e, con il mercato dell’auto, l’economia è necessario che il Governo provveda a integrare in maniera sollecita e adeguata lo stanziamento per incentivi alle auto con alimentazione tradizionale (benzina, gasolio, gpl e metano) con emissioni di CO2 non superiori a 135 gr/km”.

Il mese d’apertura del 2021 – sottolinea Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) – parte svantaggiato a causa di 2 giorni lavorativi in meno rispetto a gennaio 2020. Anche i primi giorni del mese, con l’ultima parte delle festività in zona rossa, possono aver indotto i consumatori a rimandare gli acquisti, nonostante la piena attività dei concessionari, mentre la crisi di Governo ancora in corso ha aggiunto un ulteriore fattore di incertezza in un momento storico già particolarmente difficile”.

“Se non fosse stato per il contributo dei primi acquisti attivati dai nuovi incentivi, operativi dal 18 gennaio, il risultato finale sarebbe stato pesantissimo, un vero e proprio crollo” commenta invece Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto.

“I programmi del Piano nazionale di ripresa e resilienza – sottolinea il presidente di Unrae Michele Criscirappresentano un’occasione storica per l’Italia, fondamentali per il decollo della mobilità verde e il rilancio del settore automotive, con benefici per l’ambiente, la stabilità occupazionale e il bilancio dello Stato”.

Infine l’Unrae, l’associazione dei costruttori esteri che vendono auto in Italia, prevede per il 2021 la vendita di 1.550.000 auto, cifra ancora molto lontana dai livelli 2019 (-19%).

Le quote di Mercato

Il neonato gruppo industriale Stellantis, fusione di Fca e Psa, ha una quota pari al 39,2% del mercato italiano mentre l’anno scorso le due case avevano complessivamente il 43,1%, in calo del 21,7% le vendite complessive.

Crescono Toyota, che ha quasi il 5% del mercato (+18,4% di vendite), e Suzuki (+21%), non a un caso perché entrambi i costruttori giapponesi godono di una gamma prodotto composta da vetture poco inquinanti, quelle premiate dall’Ecobonus.

Bene anche gli altri giapponesi: Honda (+38,2%), Mitsubishi (+52,3%) e persino Subaru (+0,7%) tranne Nissan (-26,8%). Segno meno anche per le coreane Hyundai con un -5,9% e Kia al -28,7%.

Tornano a crescere i marchi di lusso: Mercedes-Benz del 12,1%, Audi del 3,4% e Bmw dell’1,8%. Non c’è soltanto la triade tedesca, anche Volvo guadagna il +5,8% e Maserati gode di una relativa crescita con il +2,2% che significa soltanto 141 automobili registrate.

Contiene i danni Porsche che perde appena l’1,8%. Tra i marchi premium gli unici in vera difficoltà sono le consociate inglesi Jaguar (-70,8%) e Land Rover (-58,4%).

Contengono le perdite e fanno meglio del mercato il gruppo Renault (-9,4%) ed il gruppo Ford (-2%). Crolla invece il gruppo Volkswagen (-16,5%) nonostante le buone prestazioni di Audi e Skoda (+5%).

Male anche la Tesla, con una flessione del 42,9% con appena 56 immatricolazioni. Le vetture elettriche americane sono troppo costose per rientrare nell’Ecobonus.

I modelli più venduti

L’automobile più venduta in Italia è sempre la Fiat Panda con 12.162 esemplari immatricolati a gennaio 2021;

Sorprendente secondo posto per la Toyota Yaris di nuova generazione che, grazie anche alla motorizzazione Full Hybrid vende 4.337 vetture prendendosi lo scettro di vettura straniera più venduta in Italia;

Resiste al terzo posto la Lancia Ypsilon con 4.048 immatricolazioni. La piccola torinese, ormai anziana di progetto, condivide la meccanica con 500 e Panda, compresi i recenti aggiornamenti tecnici ed il nuovo motore Mild Hybrid, molto apprezzato dal mercato.

Giù dal podio la Citroën C3 (3.542); la Jeep Renegade, prima Suv in classifica, (3.467); l’Opel Corsa (3.229); la Peugeot 208 (3.190); la Volkswagen T-Roc (2.992); la Dacia Duster (2.749) e la Fiat 500 (2.728) che scivola in decima posizione.

Nella top 10, dunque, ci sono 3 vetture italiane, 3 Suv compatte e complessivamente 7 modelli del gruppo Stellantis.

Elettriche in aumento

I dati evidenziano la tendenza positiva delle auto elettrificate ed il costante calo dei motori endotermici tradizionali su evidente spinta degli Ecobonus. Le auto elettriche a batteria (BEV) crescono del 28,2% e salgono dall’1,2% all’1,9% del mercato italiano.

Le ibride plug-in (PHEV), grazie a un incremento del 179,6%, passano dallo 0,9% al 2,8% del totale del venduto. Complessivamente, dunque, l’aggregato delle auto ricaricabili alla spina cresce del 90,1% e vede la propria quota di mercato passare dal 2,1% al 4,6%.

Le ibride leggere (HEV e MHEV) guadagnano il 127,6% salendo dal 9,2% al 24,3%, a poca distanza dalle Diesel che, per effetto di un -31,1%, scendono dal 33,6% al 26,9%. Sono ormai lontani in cui le auto a gasolio rappresentavano oltre il 50% del mercato italiano.

Il classico motore a benzina rimane la tipologia di propulsore più scelta anche se in calo: -33,3%, passando dal 46,4% al 36% del mercato.