Mettiamoci in gioco, una rete contro il dilagare della piaga del gioco d’azzardo

Toni Mira sulle pagine dell’Avvenire continua a documentare con la consueta competenza il dilagare della piaga dell’azzardo nel nostro Paese. Ecco i dati sempre più allarmanti, da lui riportati in una inchiesta dal titolo “Gratta e vinci. Come ti svuoto le tasche degli italiani”, dalla quale emerge  un nuovo record dell’azzardo. Infatti, nel 2018 la raccolta ha raggiunto 107,3 miliardi di euro, con un incremento del 5,6% rispetto al 2017, anno in cui con 101,6 miliardi si era per la prima volta superata la quota 100. Come si vede non si ferma la costante e almeno per ora inarrestabile crescita di questo settore. Con un incremento sia della spesa al netto delle vincite 18,9 miliardi (+0,4%), sia le entrate erariali 9,9 miliardi (+0,9%), che nel prossimo anno sono destinate a salire ulteriormente visto che il governo giallo-verde ha inserito nella manovra un forte incremento sia del Preu (Prelievo erariale unico) su slot e Vlt, sia la tassazione sulle scommesse. Slot e Vlt si confermano ancora una volta le modalità di azzardo che più svuotano le tasche degli italiani, rappresentando quasi la metà del mercato, con il 45% del totale

Non da meno siamo in Campania, come ha riferito una inchiesta di Repubblica Napoli. La nostra Regione è sull’inquietante podio della classifica dell’azzardo: nel 2017 i cittadini campami hanno speso complessivamente 7.590.734.102,55 euro in scommesse virtuali o sportive, lotto e giochi on line. Mediamente ogni abitante ha sborsato circa 1. 300 euro. Una cifra che proietta la Campania al quarto posto nella classifica nazionale per le spese pro capite dedicate all’azzardo e al terzo posto per quanto riguarda le spese assolute.

In particolare, in testa alla classifica nazionale dell’azzardo e delle scommesse virtuali c’è un comune campano. Maglia nera ad Arpaia, in provincia di Benevento. È la provincia di Salerno, con 1.459,74 euro spesi nel 2017, a detenere il record regionale di giocate pro-capite (euro 1.608.291.209,86 in totale). Seguono il comune di Caserta (euro 1.431,85 pro-capite), quello di Napoli (euro 1.285,90) e Benevento (euro 1.140,66). Il comune dove si è giocato di meno in regione è invece quello di Avellino con appena euro 1.046,56 euro pro-capite spese nell’azzardo nel corso del 2017. La Campania sul podio del gioco d’azzardo: boom di scommesse virtuali e lotto.

In provincia di Caserta la situazione è altrettanto grave. Qui da noilL’azzardo – con annessa ludopatia – è diventato una vera e propria sciagura sociale, che sta rovinando l’esistenza di tante persone e dello loro famiglie. Nei centri storici (ma anche nelle periferie) delle nostre città si assiste ad un fenomeno dilagante: mentre chiudono tante attività commerciali ed artigianali (a partire dalle edicole e libreria fino ai negozi di qualità e di prodotti tipici) quotidianamente spuntano come funghi nuove sale per azzardo e slot mashines. Tutto ciò avviene sotto gli occhi inerti – e spesso indifferenti – dei sindaci ed amministratori locali, purtroppo anche dei cittadini e di quelle associazioni che si definiscono paladine della lotta anticamorra per la legalità democratica.

Ormai Terra di Lavoro è diventata una sorta di capitale di questi traffici ed attività illecite, dietro cui spesso si cela anche il riciclaggio di capitali provenienti dall’economia criminale (controllata dalla cosiddetta camorra dei casalesi).

Per fortuna negli ultimi tempi a livello regionale e nazionale stanno emergendo alcune buone pratiche “virtuose”, come quella di Parma dove il Consiglio comunale ha adottato un severo Regolamento che disciplina il settore, in base ad una normativa regionale che vieta l’installazione di sale a meno di 500 metri da locali di pubblica utilità (come scuole, ospedali, chiese, ecc.). Anche in Campania ci sono stati sindaci coraggiosi ed innovativi in tal senso, a partire da quelli di Napoli ed Anacapri.  C’è da dire che la Giunta Regionale ha cominciato ad occuparsi di questo tema con una prima bozza di delibera, sottoposta anche al terzo settore, che speriamo giunga quanto prima al vaglio del Consiglio.

Ricordiamo che il consiglio comunale di Caserta ha approvato in data 10-07-2018 la delibera per il “Regolamento delle sale da gioco”. E’ un atto necessario che da solo non basta ad affrontare il problema. Per questo ci rivolgiamo anche ai sindaci delle altre città (a partire da Capua, da Renato Natale a Casal di Principe, come pure da quelli di Castel Volturno e di Mondragone: la Domiziana è diventata una sorte di Las Vegas!). A loro e ai gruppi politici chiediamo una forte presa di coscienza su questo fenomeno devastante sul piano umano e sociale, in primo luogo come amministratori ma anche come cittadini consapevoli.

Per questi motivi promuoveremo una iniziativa pubblica a Caserta. Come rete “Mettiamoci in gioco” continuiamo a portare avanti una battaglia di civiltà, in primo luogo sul piano culturale ed educativo, anche con progetti da realizzare nelle scuole e con le famiglie. Siamo consapevoli che occorre una forte, documentata campagna e mobilitazione da parte del terzo settore e del volontariato, con l’apporto decisivo degli organi di stampa e di comunicazione.

Non da meno appare decisiva l’azione di prevenzione e di contrasto (anche con più moderni strumenti di controllo del territorio) da parte delle forze dell’ordine e della magistratura. A tal fine con Finetica Onlus rilanceremo in città lo sportello antiusura, come luogo di ascolto e di accoglienza sulle pari opportunità di accesso alla finanza etica ed al micro-credito agevolato per poter aiutare e sostenere le persone disagiate, a volte vittime di ludopatia e di forme di dipendenze patologiche, a cui sono collegati alcuni fenomeni devianti (come l’usura, il racket  e uso di droga).

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