“Mi sa dire l’ora?” in anteprima nazionale a Capua il 24 aprile per FaziOpenTheater

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In anteprima nazionale, domenica 24 aprile alle 19:00, andrà in scena lo spettacolo “Mi sa dire l’ora?” per la rassegna FaziOpenTheater. Lo spettacolo è il sedicesimo in programma per la sesta edizione della rassegna e rientra nella Sezione Teatri d’Innovazione curata da Fausto Bellone.

“Mi sai dire l’ora?” andrà in scena, come tutti gli spettacoli di FaziOpenTheater, nella Sala Teatro di Palazzo Fazio, in via del Seminario 10 a Capua. Per informazioni e prenotazioni:
3389924524 – 3343638451 – 3456129167 – info@antonioiavazzo.it.

Terrazza Leuciana
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La regia di “Mi sai dire l’ora?” è di Luigi De Sanctis; interpreti Peppe Romano e Luigi De Sanctis; voce fuori campo di Rosalba Ciliento; adattamento musicale: Mario Di Fraia; disegno luci di Giovanni Guarino.

Trama di “Mi sa dire l’ora?”

Un facoltoso avvocato di nome Peppe, trascorre una giornata in compagnia del figlio Luigi che sta terminando il servizio militare. Il ragazzo, di temperamento chiuso e poco ambizioso, è infastidito dall’invadenza del padre il quale, dal canto suo, è consapevole di essere quasi un estraneo per il figlio. Le tensioni tra i due sfogano nello scontro quando il padre comprende finalmente e con rabbia che le proprie aspettative nei confronti di un figlio sconosciuto sono ben distanti dalla realtà del giovane, che, seppur con lentezza e incertezza, è avviato autonomamente in direzioni completamente opposte. L’anziano avvocato resta solo, quando viene nuovamente raggiunto da Luigi. I due sciolgono finalmente le difficoltà dell’incontro e si abbandonano sereni ad un gioco infantile nel quale Luigi, imitando i gesti del nonno paterno, estrae l’orologio d’argento dalla giacca e risponde orgoglioso ed impettito alla domanda: Mi sa dire l’ora?

Note di regia

Lo spettacolo è costruito in crescendo per descrivere l’incontro/scontro fra un figlio che ha soggezione del genitore e un padre che vuole recuperare, in un solo giorno, quello che ha mancato di fare per anni: prima, incerti, si studiano, poi sono pronti a mettere le carte in tavola e lo studio sull’incomunicabilità verbale diventa profondo ed appassionante, restituendo un rapporto umano attraverso significativi dettagli e illuminanti sottigliezze, supportato da due ottime interpretazioni, cullato/oppresso da un ambientazione livida.