Mirela Dascalu, la poetessa della rinascita

Mirela Dascalu, la poetessa della rinascita

Il mondo virtuale è ricco di poeti che si dedicano quotidianamente alla scrittura poetica e tra questi ho conosciuto con sommo piacere Mirela Dascalu:

Sono Mirela Dascalu, nata il 31 gennaio 1976, a Vaslui, Romania una piccola città appartenente alla provincia della Moldavia, nell’est del paese, figlia unica di una famiglia modesta, semplice, che si occupava di lavoratori sartoriali. Ho studiato e vissuto buona parte della mia vita a Iasi, una città grande, ricca di storia e di cultura, con tante influenze ed impronte della civiltà romana e del rinascimento italiano. Vivo in Italia dal febbraio 2006, nei pressi di Firenze, insieme a mio figlio. Lavoro come infermiera presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi a Firenze, in terapia intensiva neurochirurgica, esercitando questa professione dal 1994. Da quando ero adolescente ho iniziato a scrivere piccoli racconti, versi e strofe con tema storico e patriottico, abbandonando però presto la passione per seguire la vita professionale e di famiglia. Mi sono sposata molto giovane e da quando è nato il mio unico figlio la passione per la scrittura è rimasta chiusa nello scrigno dell’anima per tanto tempo.

È ritornata però all’improvviso, molto più intensa di prima, a dicembre del 2020 quando ho passato un periodo molto difficile dal punto di vista emotivo, periodo nel quale ho conosciuto un mio carissimo amico, avvocato e poeta Claudio Bentivegna, che stimo ed apprezzo tantissimo (è stato invitato anche in una delle dirette della Ritmica dell’anima). Egli mi ha stimolato continuamente a leggere poesie, a scrivere ed a partecipare a vari concorsi. Sono una persona allegra, molto empatica, un’anima sensibile ma con un carattere forte, consolidato nel tempo grazie alle varie prove che la vita mi ha preservato. Il tema dei miei componimenti è prevalentemente l’amore, connesso a tutte l’emozioni che è capace di far nascere. Ultimamente mi ispira molto anche la natura e la vita quotidiana con tutte le sue varie sfaccettature.

Leggo costantemente poesie, cercando di crescere sempre di più dal punto di vista tecnico. Partecipo ai vari contest nei gruppi di profilo su Facebook e ai concorsi di poesia. Ho ricevuto anche un premio (terzo posto alla sezione Foto Poesia – in memoria Angelo Villa) al Concorso internazionale di poesia, organizzato dal Centro Giovani e Poesia di Triuggio, in provincia Monza e Brianza in Lombardia, di cui il presidente è il poeta Alessandro Villa. Un mio sogno?… arrivare un giorno a pubblicare una raccolta personale di poesie… perche no ?… ho imparato dalla vita che niente è difficile se lo desideri abbastanza e se ti impegni a raggiungere i tuoi obbiettivi quindi, vado avanti per la mia strada !

Come è nata la tua passione per la poesia?

La mia passione per la poesia prende realmente vita nel dicembre del 2020 quando è datato il mio primo componimento, grazie ad un mio carissimo amico, Claudio Bentivegna, avvocato e poeta fiorentino, che mi fa leggere le sue poesie prima di pubblicare il suo libro “Parlami di lei”. Sveglia dentro di me questa passione per la scrittura e butto sulla carta la prima poesia che si chiama “Non dire alla Luna”. Ero dentro ad un vortice emozionale e scrivere e stato come esternare le mie emozioni; non solo, mi ha anche permesso di generare delle bellissime poesie e mi ha aiutato a rinascere. Quindi alla poesia li devo un grande grazie!

Cosa vuoi esprimere nei tuoi versi?

L’amore è il tema prediletto delle mie poesie, l’amore con tutte le sue sfumature: l’amore per chi mi sta accanto, per figli, genitori, amici, natura, mondo, per tutto quello che mi circonda insomma. Se riesce a trasmettere emozioni e vibrazioni positive penso che la poesia abbia adempiuto al suo compito.

Una poesia di rinascita

La poesia scelta ci è stata gentilmente consegnata dalla poetessa:

Luce
Buio. Sento scricchiolio
d’anima
nelle strette di vita.
Togliendo drappi
di cuore, strascichi dolorosi,
risveglio i miei sogni
coperti di polvere,
li scuoto e li indosso
felice, sorridente;
mi incammino verso nuova luce

La rinascita è la parola chiave di tutto il componimento, che è strutturato secondo i ritmi di un climax ascendente. Il buio (v. 1), essenza di una vita incolore, termine del campo visivo, è accompagnato da un’immagine metaforica sonora, lo scricchiolio/d’anima (vv. 1-2). La poetessa, infatti, ha immaginato l’anima non come una presenza eterea ma come qualcosa che, anche se invisibile, ha una consistenza emotiva, presente specialmente nelle traversie della vita.

Dopo un percorso di purificazione, in cui il cuore, addolorato e quasi in lutto, si sveste dei drappi (v. 4) neri, legati agli strascichi dolorosi (v. 5), la poetessa finalmente rinasce. Il primo passo che compie è quello di dare finalmente ossigeno ai sogni, per troppo tempo come cassetti di una casa abbandonata coperti di polvere (v. 7). In una sorta di nuova vestizione, i sogni sostituiscono i drappi e danno alla scrittrice la felicità ed il sorriso, pronta ad incamminarsi, quasi cristianamente, verso una nuova resurrezione, simboleggiata dalla nuova luce (v. 10). Una poesia esemplare per tutti coloro che vivono un brutto momento, un faro di speranza, perché la poesia molto spesso è anche terapeutica e ne abbiamo davvero bisogno.