Miti del teatro: Marcel Marceau

Marcel Marceau

Marcel Marceau, il grande mimo francese, in Italia ha goduto d’illimitate simpatie, rinnovando continuamente quel successo che già ottenne nel maggio 1954 al Piccolo Teatro, e ancora l’anno seguente a Milano, al Teatro Lirico, come a Roma e Napoli. Nato a Strasburgo il 22 marzo 1923, morì a Cahors il 22 settembre del 2007.

Occorrono diversi anni di pratica, prima che un mimo possa diventare un vero artista, oltre ad avere snellezza nel corpo, elasticità e il completo dominio dei propri mezzi fisici; tutti attributi, questi, che se pur aderiscono alla tecnica del prodigio, la condizionano come attitudine acrobatica, essenziale per un mimo.

Marceau è stato anche un poeta, e di quest’altra sua arte, tra la più antiche nel teatro, ne ha fatto una mirabile girandola di espressione, nel dominio dell’impiego dei propri mezzi, e grazie anche a questo talento, lo si vedrà poi in palcoscenico con tanta fatica e facilità nello stesso momento.

Perché se la sua arte è perfezione di tempestività meccanica, preordinata razionalmente, la sua semplicità spontanea (del tragico e del comico) si annullano al momento dell’umana e sofferta partecipazione, che è la conclusione felice della sua espressione.

L’arte del mimo è una “pianta rara” nel nostro paese privo di terreno adatto. I pochi interessati, a parte i professionisti, come vedremo, si riducono a un clan. Poi ve ne sono altri in embrione, ma le difficoltà da superare non sono poche.

La pantomima, come il balletto suo stretto parente, ha bisogno di molti iniziati, dotati di senso estetico spiccato, di disciplina artistica raffinata, e soprattutto di una particolare suggestione. In Italia manca un pubblico adatto inteso come massa, e le statistiche della televisione ne fanno fede senza onore.

Il Mimo, è risaputo, indica un essere in azione: i greci erano mimi, e noi siamo mimi ogni giorno, ogni momento. Vedere il mimo, capire il mimo, credere nel mimo, può significare accostarsi meglio alla natura dell’uomo, alla sua più elementare espressione, e in essa raggiungere quanto possibile la poesia, che nel gesto consegue talora una delle forme essenziali.

Marcel Marceau con lo spettacolo Bip fait du sport, ha raggiunto la fama in tutto il mondo, nel personaggio Bip in cui prevalgono le soluzioni umoristiche della realtà quotidiana, quella in cui le osservazioni diventano capillari e si trasformano in stile.

Marcel Marceau è stato indubbiamente il mimo più noto in tutto il mondo. Tuttavia la mancanza di solisti, ha fatto fiorire il lavoro collettivo con buoni risultati, in tutta Europa, non esclusa una certa attenzione anche in Italia da parte di  Lecoq, Fersen, Dario Fo, Orazio Costa.

Esistono degli appunti scritti da Marceau sulla sua vita artistica; sono annotazioni e incominciano con questa dichiarazione: probabilmente senza Charlot, non si sarebbe svegliata in me la vocazione.

(*) Direttore Artistico del Piccolo Teatro Cts di Caserta