Miti del Teatro: Sei personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello

Sei personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello

La “Compagnia dei giovani” che fece capo a Giorgio De Lullo e che avrebbe dovuto, con Luchino Visconti, la Morelli e Stoppa, diventare “Compagnia del Teatro Libero “, dopo questa mancata formazione, nel 1964, si riunì con: Elsa Albani, Rossella Falk, Romolo Valli, Piero Sammataro, Ferruccio De Ceresa, Carlo Giuffré, Gino Pernice, Ferruccio De Ceresa, Gabriella Gabrielli e Nora Ricci, per recitare, Sei personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello.

Nelle previsioni di un’imminente tournée in Russia, di questa compagnia, l’opera di Pirandello, considerata la maggiore, quindi il capolavoro per antonomasia, fu scelta perché già messa in scena da De Lullo. Anche se in questa nuova ripresa, apportò qualche lieve modifica: prendendo alla lettera il gioco pirandelliano del teatro nel teatro, il regista ha inteso uno “scenario”, servendosi della stessa messinscena di quest’opera, ed ha iniziato la rappresentazione inscenando dei momenti di “prove teatrali” della propria Compagnia, cioè con gli attori, che poi avrebbero dovuto interpretare i “sei personaggi”.

In ogni modo appare evidente, che a differenza del teatro antico, l’attore non è considerato soltanto come una “voce”, ma come un creatore di spazio e di movimento, e in alcuni casi si sostituisce alla scena e la determina con il suo intervento. Nel “Theatre National Populaire” il Vilar ha allestito una serie di spettacoli, che, svolgendosi sullo sfondo di un geometrico e anonimo dispositivo nero, attribuivano la suggestione scenica esclusivamente al dinamismo figurativo creato dagli attori con i loro costumi.

Queste maniere tipiche di suscitare le dimensioni della teatralità riconducono tutte alla Commedia dell’arte e a essa riconduce anche la ricerca sempre più diffusa di luoghi teatrali in spazi naturali o architettonici non destinati originariamente allo spettacolo (parchi, boschi, castelli, piazze, cortili ecc.) L’antesignano di tale ricerca, nel teatro contemporaneo, è stato il regista austriaco Max Reinbardt, che negli anni del primo dopoguerra trasformò un’intera citta, Salisburgo, in un immenso palcoscenico.

Ma, l’arte e la tecnica di riportare alle dimensioni dello spettacolo un qualsiasi luogo e su un qualsiasi palco opportunamente allestito in maniera veloce e alla meno peggio, è stata, in principio, una scoperta dei Comici dell’arte italiani, i quali vagavano di corte in corte, di città in citta, presentando le loro rappresentazioni ovunque se ne offrisse la possibilità all’aperto o sotto un tetto.

Il palco “veloce” dei Comici dell’arte, con il corredo che gli è proprio di scene montate come tende scorrevoli, è stato ripreso da Piscator, da Brecht e da innumerevoli altri registi ed è stato assunto come emblema di una teatralità che si offre scopertamente come tale, gioco dichiarato al quale lo spettatore è chiamato perché ne divenga consapevolmente partecipe.

(*) Direttore Artistico del Piccolo Teatro Cts di Caserta