Miti del Teatro: Thérèse Desqueyroux di Diego Fabbri, con Anna Proclemer

Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer
Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer

Lo spettacolo Thérèse Desqueyroux di Diego Fabbri andò in scena per la prima volta al teatro Quirino di Roma il 3 marzo del 1961, per la regia di Giorgio Albertazzi. Gli interpreti principali furono Anna Proclemer (Teresa Desqueyroux) e Antonio Battistella (Bernardo).

Thérèse Desqueyroux, dopo l’accusa di avvelenamento del marito e assolta per “non luogo a procedere”, passerà momenti angoscianti di vera persecuzione morale e sociale, nonostante il marito avesse testimoniato in favore della moglie, dopo essersi ripreso dall’avvelenamento che egli stesso si era procurato per errore.

Ben presto Thérèse capisce quanto sia intransigente l’abbandono cui è ridotta: i pochi residenti del paese dove vive la evitano, perfino i propri domestici non sono riguardosi nei suoi confronti e ne approfittano per farle tanti piccoli torti. Alla fine la giovane e bella Thérèse, si ammalerà fino a trascurarsi completamente, divenendo sempre più abbrutita, nonostante la sua dichiarata innocenza.

Ecco uno dei tanti esempi di come il Teatro può indurci alla riflessione: questa rappresentazione, rende evidente come il mondo umano, pur reputando di essere nel giusto, resusciti invece atti di struggente ingratitudine, dove l’animo chiuso ancora non si muove né accenna minimamente a sciogliersi dalla rigidità astratta dell’inconsapevolezza.

Incredibile a dirsi, ma da millenni, il teatro aiuta a capire dove si possono insinuare le umane sorti, già all’epoca di Seneca, Eschilo, Sofocle, Euripide, Plauto, Terenzio, ecc. Infatti, ancora oggi, alcuni personaggi, con la stessa rozza prepotenza, ineducati, inviluppati nei più strani e immaginari imbrogli, forzano pericolosamente la verità, generando nuova materia letteraria per gli attuali drammaturghi o soggettisti cinematografici, e continuare così a scrivere o imitare l’arte classica, colta o popolare.

Ma tutto ciò fa parte della nostra vita, nuova…. La nostra vita nuova quale appare nella novella del Boccaccio.

(*) Direttore Artistico del Piccolo Teatro Cts di Caserta