La modalità di comunicazione presidenziale dell’era Conte: tra linguaggio giuridico e social network

Giuseppe Conte

In che modo l’ex presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha modificato radicalmente la comunicazione presidenziale italiana e quanto tale stile ha pesato sull’andamento della pandemia da Covid-19?

Giuseppe Conte nel 2018 è stato proposto come Presidente del Consiglio dei ministri dai leader della coalizione M5S-Lega al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. È possibile iniziare la disamina della sua comunicazione presidenziale proprio dalla sua prima dichiarazione successiva alla nomina, in cui afferma di essere “l’avvocato difensore del popolo italiano”. Del resto Conte è stato un unicum nel panorama politico italiano, né politico di professione, né tantomeno chiamato come tecnico con lo scopo di far fronte a particolari emergenze: era, del resto, l’unica persona in grado di accordare le due componenti di una coalizione così disomogenea. Infatti il primo governo Conte sarà caratterizzato da un predominio esercitato principalmente dai capigruppo dei due partiti che componevano la coalizione di governo (Di Maio e Salvini), mentre il ruolo di Conte era limitato al titolo conferitogli.

Con l’analisi del discorso pronunciato da Conte, nell’agosto 2019 presso il Senato, con il quale apre la prima crisi del suo governo, è possibile osservare come egli ponga a più riprese accento sulla sua formazione giuridica, con molteplici rifacimenti alla Costituzione Italiana, oltre che mostrare per la prima volta la sua reale condotta presidenziale, attraverso la quale si assume la responsabilità di aver aperto una crisi di governo nonostante il partito politico della Lega avesse ritirato la propria mozione di sfiducia da poco presentata.

Ma ciò che ha segnato nel profondo il secondo governo Conte è stata la gestione della pandemia da Covid-19: al di là dei giudizi di valore e della possibile condivisione delle sue scelte, in questo caso non è possibile analizzare la condotta del premier nell’affrontare tale emergenza in accostamento ad altri casi, poiché non vi è alcun esempio pregresso a cui rifarsi, ma ciò che è possibile analizzare è come, anche la sua cifra comunicativa, sia andata modificandosi nel tempo. Attraverso i DPCM profilava una personalità disposta ad assumersi la responsabilità di uno dei momenti più gravi mai affrontato a livello mondiale, il suo palcoscenico sono state le conferenze stampa, uno strumento istituzionalmente riconosciuto in tanti altri paesi Europei e non, ma utilizzato solo sporadicamente dal primo ministro italiano fino alla sua definitiva legittimazione da parte di Conte. Tali conferenze stampa erano inoltre annunciate da post condivisi sui profili facebook, instagram e twitter del presidente, una modalità comunicativa inedita per i precedenti primi ministri italiani, ma che si è inserita perfettamente nel panorama tecnologico attuale.

Guardando all’evoluzione delle tematiche scelte per affrontare le varie conferenze stampa, si nota come i primi interventi del Presidente Conte si incentravano principalmente sulle misure politiche da adottare per affrontare la crisi sanitaria. Con il primo caso di Covid-19 registrato in Italia il registro cambia e i discorsi si focalizzano sugli interventi di circoscrizione del contagio. Quando il 4 marzo viene presa la decisione di sospendere le attività didattiche di ogni ordine e grado, il tema della garanzia all’istruzione entra a far parte delle tematiche trattate dal Premier, a cui si aggiunge quello della trasformazione delle nostre abitudini e la modifica delle attività quotidiane. In seguito alle chiusure delle attività commerciali e produttive, viene introdotto anche il discorso sugli interventi economici da inserire nei decreti futuri.