Monopattini in città, boom di incidenti tra i giovanissimi. Buche e selfie sotto accusa

Monopattini in città, boom di incidenti tra i giovanissimi. Buche e selfie sotto accusa

Risale a giugno 2019, in via sperimentale, l’esordio dei monopattini come dispositivi di micromobilità elettrica autorizzato da un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Da allora l’escalation di incidenti e danni alle persone è stata inarrestabile, almeno quanto la loro diffusione in tutte le grandi città e province d’Italia.

Un morto e 123 incidenti gravi, questi i dati aggiornati al 13 dicembre scorso e pubblicati dallo speciale “osservatorio monopattini” istituito dall’Associazione amici e sostenitori polizia stradale, e che escludono l’elevato numero di incidenti con lievi conseguenze che non hanno reso necessario l’intervento della polizia stradale.

Cifre che destano preoccupazione considerando sia che il periodo del sondaggio vedeva meno di centomila unità in circolazione, sia che ad oggi  sono ben tredici le società che affittano i propri mezzi dopo aver vinto i relativi bandi pubblicati in molte località.

Secondo le rilevazioni dell’Asaps, la maggior parte dei sinistri sono dovuti a cadute autonome da ribaltamento, senza urto contro ostacoli fissi, causate sia dalla distrazione alla guida (molti utenti intenti a farsi i selfie), sia dall’inesperienza del guidatore, spesso giovanissimo.

A incidere sono anche la scarsa manutenzione stradale di molte vie cittadine, con buche e dislivelli che non facilitano l’utilizzo di un veicolo dalle ruote molto piccole, soprattutto nei centri storici.

Seguono gli scontri frontali e laterali, agli incroci stradali, dove non vengono rispettate le precedenze, e gli urti contro ostacoli fissi.

Inoltre, in occasione di otto sinistri, sono stati rilevati conducenti di monopattini in stato di alterazione dovuta all’alcol con relativa denuncia all’autorità giudiziaria per guida in stato d’ebbrezza.

Il poco invidiabile primato del numero maggiore di incidenti gravi spetta alla Lombardia, con 54 eventi con Milano in testa alla classifica tra le grandi metropoli (conseguenza anche dell’elevato numero di mezzi in sharing).

Il Piemonte si piazza al secondo posto con 14 sinistri gravi (Torino in cima), seguito dal Lazio con 13 eventi (quasi tutti a Roma), Abruzzo ed Emilia Romagna con 6 sinistri ciascuna. A Budrio, in provincia di Bologna, in giugno si è verificato, purtroppo, il primo sinistro mortale, con un sessantenne deceduto nello scontro con un’auto in una rotatoria a scorrimento veloce.

I dati raccolti dall’Asaps vedono anche la presenza di 11 feriti in prognosi riservata (tra cui due bambini) e 47 con prognosi superiore ai 40 giorni.

Trenta degli utenti coinvolti avevano meno di 18 anni, dato che evidenzia un utilizzo del mezzo specialmente da parte di giovanissimi, mentre una ottantaseienne è fin’ora  la persona più anziana coinvolta (investita da due minorenni a bordo di un monopattino a Cesena nel settembre scorso).

“Siamo d’accordo con l’utilizzo di mezzi di micromobilità elettrica, anche come aiuto all’ambiente per limitare l’inquinamento nelle città, come ci chiede anche l’Europa ma vediamo troppi utenti cavalcare le strade con i monopattini, come se fossero in una prateria stradale – sottolinea Giordano Biserni, presidente Asaps – Devono essere osservate le più elementari regole, dal corretto utilizzo delle strade, al rispetto della segnaletica verticale e orizzontale, alla guida non alterata e al fatto che il monopattino non è un giocattolo e le arterie non sono parchi di divertimento.

Vanno aumentati i controlli e le sanzioni e introdotti da subito il targhino mentre è consigliabile l’uso del casco, vista la gravità delle lesioni che molti conducenti hanno riportato anche nelle cadute autonome. Sarebbe poi necessario l’obbligo di una copertura assicurativa anche per i mezzi non noleggiati ma in uso ai privati.

Le aziende di sharing dovrebbero monitorare i propri dispositivi e il numero di sinistri in cui rimangono coinvolti i propri clienti, bloccandone l’utilizzo in caso di reiterate violazioni alle norme del codice della strada”.