Morte del cavallo nel parco della Reggia di Caserta, la prima udienza del processo contro la vetturina

Cavallo muore di caldo mentre trasporta dei turisti nella Reggia di Caserta
(Foto riportata da Facebook)

LAV costituita parte civile: a due anni dal tragico evento che tanto scosse l’opinione pubblica, si compie finalmente il primo passo per l’accertamento delle responsabilita’ penali.

Ieri mattina presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, si è tenuta la prima udienza del processo a carico dell’ex vetturina operante nel servizio di trasporto ippotrainato del parco vanvitelliano della Reggia di Caserta.

La donna è accusata del delitto di uccisione di animali ex art. 544 bis c.p. per la morte del cavallo Found Goal Pag, avvenuta il 12 agosto 2020 sotto gli occhi dei turisti che quel giorno erano in visita alla Reggia. Il cavallo, provato dal lavoro sotto il sole e dalla temperatura di oltre 30°, era crollato al suolo e deceduto senza che potesse ricevere soccorso.

Secondo il capo di imputazione, la vetturina non avrebbe rispettato le buone norme della tenuta di un cavallo, quali il riposo sistematico all’ombra con docciatura e il costante abbeveraggio, altresì tenuto conto delle condizioni ambientali, avrebbe sottoposto il cavallo, per crudeltà e/o senza necessità, a sevizie, quali una esposizione al caldo per lungo tempo e ad un eccessivo esercizio fisico, cagionando in tal modo la morte dell’equino dovuta a insufficienza cardio-respiratoria secondaria, derivante dal cosiddetto colpo di calore.

Nell’udienza LAV, unica associazione presente, è stata riconosciuta parte civile nel processo per delitto di uccisione.

“Nell’immediatezza del fatto, avevamo sporto denuncia e ci eravamo subito attivati con la Direzione della Reggia grazie alla Garante degli Animali della città di Caserta. La morte di questo povero cavallo ha scoperchiato la pentola delle sofferenze nella gestione dei cavalli usati per le carrozze, ragion per cui la Direttrice della Reggia aveva deciso di non rinnovare il contratto con i vetturini, mentre il Comune di Caserta revocava la licenza alla vetturina imputata nell’odierno processo” – dichiara Nadia Zurlo, responsabile LAV Area Equidi.

“Ci sono però molti altri cavalli in Italia che giornalmente devono affrontare il caldo, la fatica e il dolore trainando le carrozze. Cavalli le cui storie non finiranno in tribunale, perché finché non muoiono è tutto normale. Nessuno tutela i cavalli perché sono fonte di reddito e lo Stato non ha il coraggio di fermare per sempre queste atrocità”.

LAV ringrazia l’Avv. Cipriano Ficedolo del Foro di Benevento per l’assistenza legale.