Martedì 5 novembre Caserta darà l’ultimo saluto a Mamadou Syle, il cordoglio del Sindaco Carlo Marino

Mamadou Sy

Caserta è ancora sconvolta ed in lutto per l’improvvisa morte dell’attivista Mamadou Sy, venuto a mancare a causa di una grave malattia che aveva scoperto di avere soltanto un mese fa.

Arrivato in italia nel 2001 come immigrato irregolare, nel 2002 Mamadou Sy aveva fondato, insieme agli attivisti del Centro Commerciale Ex Canapificio, il Movimento Migranti di Caserta e nel 2008 era riuscito ad ottenere il permesso di soggiorno. Da sempre attento alle esigenze sia della comunità senegalese che di quella casertana, era noto per la sua efficace azione di mediatore culturale arrivando a diventare un vero punto di riferimento per gli immigrati del territorio casertano.

Martedì 5 novembre, la comunità casertana gli darà l’ultimo saluto ad un uomo che è stato un ponte tra culture, di un raro esempio di giustizia e umanità. Domani, dalle ore 17 alle ore 20, sarà allestita la camera ardente presso il Palazzetto dello Sport in via Medaglie D’Oro a Caserta, adiacente allo Stadio Pinto. Tutta la comunità potrà così salutare Mamadou, prima del ritorno del corpo in Senegal.

Il Sindaco di Caserta Carlo Marino non ha fatto mancare il suo saluto:

Ho appreso con sincero dispiacere la notizia della morte di Mamadou Sy, presidente dell’associazione dei senegalesi a Caserta. Con la sua scomparsa perdiamo una persona di equilibrio, preziosa, non solo per la comunità che sapeva così bene rappresentare e per le tante iniziative e per le cause dei diritti che ha saputo affiancare.

Mamadou era prezioso per l’intera città, ove necessita alimentare il terreno del confronto e del dialogo, piuttosto che quello dello scontro. Auspico che la sua comunità e i tanti compagni di viaggio che ha avuto a Caserta possano seguire le tracce del suo cammino aderendo sempre al suo modo di intendere la vita e le necessità che ne derivano“.

Ci lascia un amico, un fratello, un compagno di battaglie per i diritti inviolabili dei migranti. Caserta non aveva proprio bisogno di perdere una persona come Mamadou, che tanti, non solo migranti, ma anche cittadini, giornalisti e figure istituzionali, dovrebbero ringraziare per l’enorme disponibilità mostrata, per l’umanità e la capacità di mediare; anche ieri in ospedale, quando era ormai non ce la faceva più a parlare, si informava sulle condizioni di chi andava a trovarlo” ha detto Mimma D’Amico, responsabile del Centro Sociale Ex Canapificio.

Mamadou lascia la moglie ed una figlia di 23 anni, la sua salma sarà rimpatriata in Senegal.