Prima mostra dell’artista Vincenzo Matteis, venerdì 17 marzo, presso Bookstore di Santa Maria Capua Vetere

Vincenzo Matteis presso Bookstore di Santa Maria Capua Vetere
GIORDANI
SANCARLO50-700
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Si inaugura la prima mostra dell’artista Vincenzo Matteis, venerdì 17 marzo alle ore18:00, presso Bookstore in via Aldo Moro 129 a Santa Maria Capua Vetere

Il richiamo alla creatività può arrivare all’improvviso e non mollarti più. E’ accaduto così a Vincenzo Matteis quando l’estate scorsa ha preso colori, pennelli e ha iniziato a trasferire i suoi pensieri, sogni, visioni , emozioni e desideri su cartoncini, cartoni e tele. Da molti anni cura già mostre di Francesco Caliendo, un artista dal segno materico, poetico e spericolato come un brivido di un accordo jazz e struggente come un canto blues.


Vincenzo respirava già da tempo dunque l’aria di arte che tirava dalle sue parti, ma era venuta l’ora di mettersi in gioco in prima persona. Infatti le sue opere ti vengono incontro come bambini festosi con lo sguardo stupito di chi sa sorprendersi per un raggio di Sole, un papavero, un paesaggio campestre, un albero ricco di frutti maturi o una pizza profumata appena sfornata.

Le opere di Matteis si potrebbero definire naif per l’ingenuità e semplicità con cui realizza forme e affronta i colori prendendoli direttamente dai tubetti in modo casuale , ma è anche altro. Matteis ha trovato nella pittura quel luogo in cui dialogano due momenti diversi del suo sè: quello sereno del tempo della gioia e quello in lotta con i mostri che si incontrano lungo il cammino dell’esistenza.

Un dualismo in cui facilmente ognuno può intravedersi, ma in cui pochi riescono a metterci dentro le mani nude ed acciuffare la bellezza o il dolore senza paura di ferirsi. Ne viene fuori una comunicazione armoniosa che attrae l’osservatore portandolo in un mondo nascosto, nuovo o da riscoprire : il rapporto con la Natura, madre e insegnante di vita per chi sa rivolgersi ed immergersi in essa.

Ecco che il naif deborda nel Surrealismo quando dal colore assoluto nasce la visione di un’ape che si rivolge alla Luna raccolta in preghiera o che buca un muro di mattoni come un guerriero cinese. Natura appunto come soffio impercettibile di microcosmi microscopici che spostano maree e montagne.

 

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