Il Museo Provinciale Campano di Capua, noto per le sue Matres Matutae, compie oggi 150 anni

Matres Matutae

Il 2 maggio 1970 vi fu l’atto di fondazione del Museo Campano di Capua, che sorse grazie all’impegno dello storico ed erudito canonico Gabriele Iannelli, ed al sostegno di un uomo politico come l’ on. Angelo Broccoli. In particolare per le determinazioni adottate da alcuni ministri del primo governo dell’Unità d’Italia (come Angelo Bargoni, Emilio Broglio e Cesare Correnti). Come ebbe a sottolineare il valente studioso Carlo Belli: “Può considerarsi oggi una delle gemme più fulgide tra i mirabili musei dell’Italia meridionale”, inserito nella categoria dei grandi musei.  Ha sede nell’antico palazzo Antignano di Capua; occupa 5000 mq espositivi con XXXIV sale e 3 sezioni: archeologica, medioevale e moderna. Inoltre comprende una Pinacoteca che conserva preziose opere d’arte che vanno dal XIII al XVIII secolo, nonché una Biblioteca ed Emeroteca con oltre 70.000 testi includenti pergamene, manoscritti, carte geografiche e prime edizioni a stampa di altissimo pregio; con annesso un Archivio Storico e Topografico che conserva documenti di Capua e dei suoi 36 Casali in altre epoche ad essa afferenti. Dopo gli interventi di ristrutturazione ed ammodernamento realizzati 10 anni fa possiamo dire di trovarci di fronte ad un vero scrigno di opere d’arte e di storia, al “monumento più insigne della civiltà italica” (come lo definì l’archeologo A. Maiuri). Un vero presidio per la nostra identità storica e culturale.

Il Museo Provinciale Campano è universalmente noto non solo per la molteplicità delle sue terrecotte architettoniche (Tanagrine) e delle sue ceramiche e vasi di antica ed eccellente fattura, ma soprattutto perché custodisce più di 150 statue votive in tufo denominate Matres Matutae, collezione unica al mondo nel suo genere. Orbene, in seguito alla discussa riforma delle province  il monumento vive in una fase precaria di governo. Basta dire che il personale che nel 2005 ammontava a circa 20 unità, oggi ridotto a pochi addetti.

Nonostante gli sforzi del nuovo Direttore e CdA  (da poco rinnovati) questo monumento rimane ancora poco conosciuto, con scarsa presenza di visitatori. Rimane esterno ed estraneo agli itinerari turistici connessi ai grandi attrattori. Per queste ragioni, come rete di associazioni riteniamo che in primo luogo va sollecitata la Regione Campania a definire gli atti necessari per risanare il riparto dei fondi ministeriali, già disponibili per i musei di carattere provinciale, che finora è stato irrisorio. In primo luogo bisogna recuperare l’incredibile esclusione dal polo museale della nostra provincia, nel contesto delle attività di promozione e valorizzazione promosse a livello campano e nazionale del MIBACT.

A tal fine come rete di associazioni abbiamo deciso di integrare e unire le risorse e le competenze tramite la costruzione di un nuovo ETS (in coerenza con la nuova normativa), con un comitato promotore “Amici del Museo Campano” ed un Forum Permanente sui beni comuni e culturali della città per una loro gestione partecipata e condivisa. In merito a tali obiettivi il mondo del terzo settore e del volontariato ribadisce la propria volontà a progettare e sostenere iniziative di promozione e valorizzazione dei monumenti (a partire da quelli ancora in stato di degrado ed abbandono, come ad esempio la casa del grande musicista Martucci), in base alla buona pratica già sperimentata con successo dal TCI Aperti per voi con le Chiese Longobarde. A tal fine opereremo in sinergia ed in collaborazione con gli organi di governo del Museo stesso, nel pieno rispetto dei ruoli e delle funzioni istituzionali. Di seguito indichiamo alcune idee e proposte su cui da tempo stiamo lavorando, alcune anche di grande rilievo e prestigio di livello internazionale.

Per questi motivi, in vista della ripresa delle attività,  abbiamo avanzato al Presidente della provincia ed al sindaco di Capua la proposta di dare vita ad un patto pubblico-privato per fare rete e sostenere un programma di iniziative e di eventi volti alla piena valorizzazione, promozione e fruizione del monumento (così come è stato proposto per un altro museo prestigioso, come quello Egizio di Torino).

In secondo luogo chiediamo di istituire un Comitato Scientifico di alto profilo per programmare ed organizzare gli eventi legati al 150 della costituzione del nostro Museo, con un primo atto simbolico a partire dalla data di costituzione (il 2 maggio pv). In merito si può provare a definire  gemellaggio con il Metropolitan Museum di New York, che è coevo con quello capuano.

Per parte nostra In omaggio a tale ricorrenza stiamo preparando una nuova pubblicazione dal titolo “Il museo vivente. Proposte e progetti per la valorizzazione”, con scritti e testimonianze di esperti, ma anche di tante persone appassionate dell’arte e della cultura.

Nello stesso tempo, per poter varare un adeguato progetto di valorizzazione e sostenibilità, oggi è indispensabile realizzare un sito “attrattivo” con cui far conoscere al mondo dei social le bellezze contenute nel Museo Campano, grazie anche all’uso delle tecnologie multimediali rivolte ai visitatori, agli studiosi e alle scuole, anche con eventi ed informazioni capaci di attrarre i flussi turistici in un’ottica di itinerari e percorsi del nostro patrimonio storico ed artistico (facendo rete e mettendosi in connessione con gli altri comuni e con i progetti sull’AppiaFelix ed itinerari Siti Reali, a partire da Carditello).

Idee e  proposte di valorizzazione

A tal fine come rete di associazioni abbiamo proposto al Presidente CdA di organizzare nell’autunno 2020 alcuni eventi di grande rilievo: in primo luogo una mostra internazionale d’arte sul tema, in collaborazione con le istituzioni locali e campane: Terra di madri. Le Matres nell’arte moderna. Si possono prevedere due ipotesi organizzative: a) la prima legata al progetto di Mail ART per una mostra espositiva delle circa 200 opere offerte da artisti di tutto il mondo nell’ambito del progetto Adotta una madre (proposto da Capuanova, Aislo e TCI); b) la seconda volta ad organizzare una mostra di opere (pittura e scultura)dedicato al tema delle Matres, con esposizione di artisti che si sono impegnati su questo filone (come ad es. Mario Schifano, G. Vallifuco ed altri).

In secondo luogo bisogna lavorare tutti insieme con un patto pubblico-privato per superare la maggiore criticità: la scarsa partecipazione di visitatori. Infatti, negli ultimi 3 anni abbiamo avuto un trend negativo ed altalenante: dai 14 visitatori del 2017 siamo crollati alla metà nel 2018, con una piccola ripresa nel 2019 anno in cui si contano circa 9.000 visitatori. Sono cifre che impallidiscono rispetto a quelle di altri musei a livello regionale e nazionale, una vera mortificazione per il prestigio delle opere contenute ed esposte nel nostro prestigioso monumento. A riguardo bisogna allargare la governance, che non può continuare a rimanere solo nelle mani dell’Amministrazione Provinciale, ma deve poter contare anche su risorse e contributi da parte di altre istituzioni regionali e nazionali.

Per questo motivo riteniamo utile riprendere una indicazione avanzata alcuni anni fa nell’ambito della manifestazione “Le radici del futuro”: di insediare un tavolo di confronto tra le principali istituzioni che possono contribuire a sostenere un moderno processo di valorizzazione, a partire dalla Provincia fino al comune di Capua, dalla Regione fino al MIBACT (con la rete museale territoriale e regionale). Si potrebbe riprendere l’ipotesi di un protocollo predisposto dal Mibact per varare un apposito ed adeguato accordo e progetto di valorizzazione, grazie ad un apposito protocollo tra le istituzioni coinvolte, che purtroppo è rimasto solo sulla carta e che oggi si potrebbe riprendere. Una delle prime azioni da potenziare riguarda un piano di comunicazione e documentazione (in primo luogo attraverso i media ed i social) volto a far conoscere ed apprezzare la valenza turistica, culturale ed anche per l’apprendimento del monumento. In secondo luogo occorre aprire un dialogo e confronto con le principali strutture museali a livello nazionale ed europeo, per attivare scambi e buone pratiche, a partire dai collegamenti con gli itinerari turistici dei grandi attrattori (in primo luogo della Reggia vanvitelliana). In tal senso una attenzione particolare va data al sistema delle scuole e dell’università, ben presenti sul territorio (a partire dal DILBEC dell’Unicampania).  In tale direzione vanno i primi provvedimenti decisi dagli organi del Museo di attivare una pagina FB – a cui seguirà un nuovo sito ben più ricco e documentato per poter consentire una narrazione con una visione e conoscenza delle opere contenute nel nostro monumento (un vero scrigno di tesori d’arte e di storia di Terra di Lavoro). Prima che scadono i termini, potrebbe essere ripresa anche una idea-progetto di Art Bonus, su cui iniziò a lavorare il precedente direttore del Museo (anche questa rimasta inevasa).                                                        Nello stesso tempo si può intensificare la collaborazione con la rete di associazioni e del volontariato, anche grazie a progetti ed apporti che possono essere dati sul modello TCI Aperti per voi, recuperando la grave anomalia per cui il più importante museo del territorio è rimasto escluso dalla Rete del Sistema Museale di Terra di Lavoro, costituita con delibera della Giunta Regionale ed operativa dal 2016.

Infine, per creare connessioni con il grande attrattore Reggia Vanvitelliana,  circa un anno fa ed in attesa di risposta, è stata inviata una lettera  in riferimento alla prossima visita preannunciata a Caserta di una delegazione ufficiale della Provincia di Shaanxi e del Mausoleo di Xian per definire tempi e modalità di uno scambio artistico, con esposizione di esemplari dei famosi “Cavalieri dell’esercito di terracotta”. Per tale iniziativa si può organizzare un incontro per creare un collegamento storico ed artistico di alto valore con le Matres Matutae, una collezione unica al mondo, che rappresentano una delle espressioni più antica della nostraciviltà, risalenti ad epoca preromana tra il sesto e quarto secolo AC. Entrambe le esposizioni sono ricavate dalla creta e dalla terracotta. A tal fine abbiamo intenzione di organizzare un evento internazionale nella prestigiosa Sala Liani del nostro monumento, dal titolo: “Sulle orme di Atena. Le radici del futuro”, anche con uno scambio ed un gemellaggio tra i nostri due musei e quello di Xian. Per un tale evento chiederemo la collaborazione delle istituzioni Provinciali e Regionali, nonché del Mibac e dell’Ambasciata Cinese a Roma. Per la sua realizzazione possiamo avvalerci del supporto delle competenze del mondo dell’università (a partire dal Dilbec di Unicampania) e ci avvarremo di esperti della storia e della cultura cinese, come la prof.sa Daniela Caruso (che collabora con la Seconda Università di Pechino) ed il comandante di lungo corso Vittorio Russo, autore di saggi importanti sull’Oriente.

Infine, abbiamo intenzione di organizzare a dicembre un convegno internazionale per ricordare un evento storico di grande portate come le Assise Federiciane, qui costituite con l’apporto di grandi figure come Pier delle Vigne e Taddeo di Sessa (scuola retorica capuana). Infatti, nella sala Federiciana del nostro museo sono esposte alcune delle testimonianze più significative dell’epoca del grande imperatore, definito “stupor mundi”.

A settembre organizzeremo a Capua un incontro di carattere seminariale e propositivo – da tenere proprio nel museo appena sarà superata la fase di emergenza sanitaria e si potrà rientrare nella normalità della vita e delle attività.