Se ne va la leggenda del basket mondiale il mitico Kobe Bryant

Kobe Bryant

Se n’è andato a 42 anni ancora non compiuti l’uomo che, insieme a Michael Jordan, ha fatto la storia del basket degli ultimi trent’anni

Sono nove le persone morte nell’incidente che ha visto sparire l’ex campione di basket, sua figlia Gianna, giovane promessa del basket, e la sua compagna di squadra Alyssa Altobelli che viaggiava con la mamma e il papà. Kobe era salito sul suo elicottero privato, come aveva sempre fatto dopo il ritiro dall’attività agonistica avvenuto nel 2016, per accompagnare la figlia ad un allenamento presso la Mamba Academy che lui stesso aveva fondato. Mentre saliva in alta quota per superare lo strato di nuvole che riduceva la visibilità, il veicolo ha preso fuoco ed è precipitato per cause ancora non chiarite. Era mattina inoltrata intorno alle 10, quando si è sollevata una colonna di fumo sulle colline di Calabasas, inutili i soccorsi.

Pochi minuti prima dello schianto, il campione aveva pubblicato un post su Instagram dove si complimentava con LeBron James per aver ottenuto il terzo posto nella classifica Nba.

Kobe è stato uno dei migliori cestisti della storia americana, figlio d’arte, suo padre Joe Bryant giocatore di serie A, ha inizialmente militato in Italia per poi spostarsi in America e costruire la sua fama nella celebre Nba. La sua carriera non è stata sempre perfetta, senza errori o senza sconfitte nei momenti decisivi, ma la sua determinazione, la sua sete di vittoria, la sua abnegazione al lavoro ne hanno fatto un eccezionale compagno di squadra.

Kobe non è stato solo un campione sportivo, ma la sua figura, a tratti leggendaria, ha ispirato e motivato intere generazioni. La sua prematura scomparsa lascia un senso di vuoto incolmabile, uno choc per tutti. In pochi minuti la notizia della sua morte è divenuta ufficiale passando da un sito all’altro e da un social all’altro.

Rinviato “come forma di rispetto nei confronti dei Lakers” il derby tra Lakers e Clippers, in programma nella notte tra martedì 28 e mercoledì 29 gennaio. Ecco il comunicato ufficiale: “L’NBA ha deciso di rinviare la partita in segno di rispetto verso i Lakers, colpiti dalla tragica perdita della loro leggenda Kobe Bryant, di sua figlia Gianna e delle altre 7 persone scomparse“.

Kobe verrà introdotto nella Hall of Fame del basket, Reggio Emilia (dove è cresciuto) gli dedicherà una piazza.

Molti sono stati i post di addio a Kobe e Gianna da parte di persone famose e non: il sindaco di Los Angeles, Donald Trump, Francesco Totti, Michael Jordan, Marco Belinelli e innumerevoli personaggi hanno pubblicamente espresso il proprio dolore, unendosi alle persone comuni che piangono un grande uomo e un grande campione.

 

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