Il Negroni compie cento anni. Tutto sul cocktail italiano più famoso e richiesto al mondo

Il Negroni, il cocktail italiano più famoso ed ordinato nel mondo, compie cento anni ed è più in forma e moderno che mai. Il Negroni, bevanda da veri cultori quando è ben fatto e bandiera del made in Italy, si classifica come cocktail da aperitivo ma rimane sempre molto ordinato anche in tarda serata. La sua ricetta è semplice e nota a tutti: un terzo di gin, un terzo di vermouth ed un terzo di bitter versati in un bicchiere di tipo tumbler basso ricolmo di ghiaccio, con una fetta di arancia oppure una scorza di limone per guarnire.

Che il centenario cada proprio nel 2019 in realtà è una convenzione, secondo i documenti storici l’invenzione del moderno Negroni è collocabile dal 1917 al 1920 presso Firenze. In quegli anni il Conte Camillo Negroni frequentava l’aristocratico Caffè Casoni in via de’Tornabuoni, poi divenuto Bar Giacosa ed in seguito passato in mano alla famiglia Cavalli. Al Casoni lavorava il barman Fosco Scarselli al quale il Conte, stanco di bere il solito Americano, chiese di irrobustire la miscela sostituendo al solito selz il gin. La scelta non fu affatto casuale, infatti il nobiluomo italiano era un grande amante del distillato britannico che aveva imparato ad amare nei sui frequenti viaggi oltremanica. Da quel momento tutti gli avventori del Caffè Casoni vollero assaggiare “l’Americano alla maniera del Conte Negroni“, più tardi battezzato semplicemente “Negroni”.

Fosco Scarselli, tuttavia, portò vanti la teoria delle “gocce di amaro” sostituendo il bitter al gin. Da quel momento la moda del Negroni si diffuse in tutto il mondo e le ricette si moltiplicarono. Come tutte le mode, anche il Negroni fu quasi dimenticato per un periodo, per poi tornare brillantemente in auge negli anni della “Dolce Vita”. La formulazione definitiva arrivò soltanto nel 1946.

Altra variante è il Negroni Sbagliato, frutto di un reale errore del giovane barman Mirko Stocchetto. Nel 1968 Stocchetto era in forze al Bar Basso di Milano ed aggiunse del Prosecco al posto del Gin creando fortuitamente un altro cocktail molto apprezzato, con la fetta di limone al posto dell’arancia.

Per orientarci tra le numerose versioni del Negroni abbiamo chiesto consiglio al Bartender professionista Giovanni Bologna, attualmente impegnato presso Radici Clandestine a Caserta.

Cosa distingue un buon Negroni?

Un buon ghiaccio, prima di tutto. Un buon vermouth che non si lasci “sopraffare” dal bitter e dal gin. Ne serve quindi uno amaro e ben strutturato!

Tu come lo prepari?

Questo è il nostro Negroni da Radici Clandestine. La nostra ricetta è parti uguali di bitter, house vermouth e london dry gin, servito su un solo blocco di ghiaccio e oli essenziali d’arancia. Non mettiamo frutta nei nostri drink perché ne cambierebbe il sapore dal primo all’ultimo sorso.

Invece, come si fa il Negroni Sbagliato?

Sostituisci il gin con il prosecco ed aggiungi la buccia di un limone.

Il Negroni è davvero il cocktail italiano per eccellenza?

È conosciuto in tutto il mondo. A Londra ne ho serviti a centinaia. E la clientela internazionale sa distinguere un buon Negroni da uno fatto “male”. Per intenderci, in Italia, essendo un drink alla portata di tutti, è sempre stato servito versando i tre ingredienti sul ghiaccio. All’estero, il Negroni viene “costruito”, raffreddato e poi filtrato su ghiaccio fresco. Questo garantisce una temperatura costante e quindi una minore diluizione, al contrario di quanto si pensi. Oggi questa pratica è più utilizzata, per fortuna, anche da noi.

Riguardo la storia della nascita del Negroni esistono molte versioni diverse e pochi documenti storici certi. Da profondo conoscitore della storia, tu cosa sai dirci?

C’è un bel confronto sulla vera nascita del Negroni tra David Wondrich, Luca Picchi e Dom Costa, storici del mondo del bar, e Noel Negroni, discendente del Generale Pascal Olivier Count de Negroni, che reclama l’invenzione del Cocktail omonimo. David Wondrich apporta però prove a supporto della sua tesi, tra cui una lettera datata 13 Ottobre 1920 destinata al “My dear Negroni” (Camillo) da parte di Frances Harper di Chelsea, Londra che dice:” You say you can drink, smoke, & I am sure laugh, just as much as ever [evidently Negroni had been ill]. I feel you are not much to be pitied! You must not take more than 20 Negronis in one day!”

A quanto pare, secondo il barman Scarselli, il Conte era solito berne intorno ai 40 al giorno.

Il Negroni è richiesto soltanto come aperitivo?

Chi beve negroni lo beve a qualunque ora.

Rimane sempre tra i cocktail più ordinati?

Il cocktail più ordinato è sicuramente il Negroni. Poi l’Old Fashioned, il Martini Cocktail, il Daiquiri.

Di solito che tipo di pubblico ti chiede il Negroni?

Un po’ tutti ma prevalentemente la fascia di pubblico tra i 25 ed i  35 anni. I nostalgici che hanno riscoperto un grande classico. I più adulti vogliono sentirsi alla moda e bevono gin&tonic e Moskow mule.

I giovani sono decisamente migliori bevitori