Nell’era di Apple Music e Spotify, torna di moda il classico vinile

È da qualche anno che lo streaming online rivendica il suo posto da protagonista del mercato discografico. La rivoluzione digitale che ha interessato anche l’industria musicale, infatti, ha inizialmente portato all’ascesa del download e alla conseguente nascita di siti di pirateria online che in qualche modo riuscivano ad aggirare i copyrights di intere discografie. Il download che fino a pochi anni fa sembrava una grande innovazione, tuttavia, ad oggi è di gran lunga sorpassato dallo streaming e – chi l’avrebbe mai detto – dalla ripresa dei dischi in vinile.

Sono proprio i numeri a confermare che il vinile, supporto ampiamente utilizzato dagli anni Sessanta ai Novanta del secolo scorso, sta tornando in auge. Secondo i dati RIAA (Recording Industry Association of America), infatti, il mercato musicale americano è costituito per il 65% da streaming gratuito e a pagamento, per il 17% da vinile e cd che superano il 15% del download e il restante 3% di sincronizzazioni.

È evidente la prevalenza dello streaming che cresce di anno in anno sempre di più grazie a piattaforme come Apple Music e Spotify, le quali si aggiudicano enormi guadagni soprattutto per i servizi di streaming a pagamento. Questo scarto netto con i supporti fisici è spiegato dal fatto che gli ascoltatori vogliono musica fruibile subito e ovunque, e per ricevere più contenuti sono disposti anche a pagare. Si tratta di un costo mensile irrisorio che non assomiglia nemmeno un po’ a quello di un singolo cd e, forse, è anche il fattore economico ad alimentare il successo della “musica liquida”, a discapito di quella “fisica”.

Se i cd, però, perdono terreno e si vendono soprattutto grazie a tecniche di promozione come quella dell’instore, la produzione di vinili aumenta sempre di più anche senza essere pubblicizzata. Numerosi sono gli artisti, soprattutto di fama internazionale, che decidono di far uscire il proprio disco sia sotto forma di cd che di vinile, proprio perché il guadagno è assicurato.

Ma perché è proprio questo supporto ad attrarre molti clienti?

Negli ultimi anni i dischi in vinile stanno riacquistando il fascino di una volta e gli appassionati tornano a comprarli per il suono impareggiabile che li contraddistingue: le “distorsioni” che apportano alla musica, a detta di alcuni, la rendono più interessante, comparata al suono preciso, ma più “freddo” dei supporti digitali. Chi sceglie il vinile, tuttavia, va incontro anche ad alcune problematiche legate alla conservazione: bisogna stare molto attenti alle muffe, cui è soggetto durante i periodi invernali, alla polvere e alle variazioni di temperatura che potrebbero modificare il disco così come gli strumenti di riproduzione. Questo supporto, però, nonostante le sue scomodità, è un sempreverde irresistibile per gli amanti della musica.