Nessun applauso né contratto per gli Oss dell’Azienda Ospedaliera. Una nuova lettera al ministro Speranza

I circa 80 operatori Socio Sanitari dell’Aorn di Caserta continuano a farsi sentire perché gli venga riconosciuto non solo un ruolo necessario all’interno di questa emergenza, ma affinché tutto l’impegno di questi mesi sia premiato con un contratto vero, con il sacrosanto diritto a mantenere il proprio posto di lavoro.

Necessari gli Oss a mantenere i livelli di assistenza essenziali anche in questa emergenza, in prima linea, talvolta senza nemmeno essere adeguatamente protetti, e ancora senza certezze sulla continuità professionale del proprio impegno, con una proroga, chiamiamola pure misera, al 30 giugno 2020.

Rosa Della Ventura, è una di loro, degli ottanta OSS precari che lavorano da oltre dieci anni presso l’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, una donna impegnata anche tra le fila del sindacato, delegata Cisl Fp.

Non è nuova Rosa a questi appelli, lancia un grido d’aiuto non più ai vertici regionali ma si rivolge nuovamente al Governo, questa volta direttamente al ministro della Salute Roberto Speranza. Di seguito il testo della lettera:

Egregio Ministro Speranza,
Le scrivo per la seconda volta scusandomi per il disturbo arrecato.

Comprendo che, vista l’emergenza Covid-19 che sta fronteggiando, di lettere e richieste di aiuto in questo periodo ne riceverà tantissime.

Mi accodo anche io per chiederLe di porre la dovuta attenzione ad una figura professionale non ancora riconosciuta a pieno delle sue funzioni e sanitaria, ma che affianca sempre più intensamente l’infermiere nella gestione e la cura del paziente, l’operatore socio sanitario.

Una fascia di lavoratori così esposti in questo periodo al rischio contagio Covid-19 da essere stati in tanti contagiati sul lavoro.

Ecco, io sono un Operatore Socio Sanitario. Come i mie colleghi, molti infermieri, tecnici assistenti ed altre categorie di lavoratori, lavoriamo da anni nell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

Mi chiamo Rosa Della Ventura, sono una delegata Cisl, abito a Maddaloni in provincia di Caserta.

Una provincia che da più di 20 anni non espleta concorsi, l’unico che l’Asl di Caserta abbia pubblicato in Gazzetta Ufficiale per la nostra figura professionale è stato bloccato dai vincitori ed idonei dei concorsi espletati di Napoli.

Le chiedo: è possibile che in una provincia di 104 comuni dove i lavoratori da anni svolgono il proprio lavoro con contratto a termine, cooperative ed interinali non possano avere la possibilità di partecipare ad un concorso sul proprio territorio, solo perché le indicazioni regionali della Campania sono per lo “scorrimento delle graduatorie”?

Per noi è inaccettabile, disumano utilizzare questa tipologia di lavoratori senza poi dare loro la possibilità di un riscatto concorsuale.

Pur tentando concorsi fuori Regione subiamo un’altra beffa: la Legge Madia non ci riconosce punteggio o eventuale riserva concorsuale.
Lo ripeto: per noi non è giusto.

Ci definiscono ‘invisibili’ perché probabilmente l’invisibilità è comoda a tanti.

La mia preghiera è che Lei non dimentichi noi tutti lavoratori che per anni hanno garantito i Lea e che, in silenzio, hanno svolto nel migliore dei modi le proprie mansioni anche e soprattutto in emergenza Covid-19.

Un’emergenza che ha segnato un popolo intero, ma che speriamo possa anche portare ad una consapevolezza maggiore nei confronti della nostra categoria, con l’impegno di promuovere una modifica alla Legge Madia per tutti noi “lavoratori invisibili”.

Le chiedo la possibilità di poterLa incontrare, quando Le sarà possibile, per fornirLe ulteriori dettagli.

La ringrazio e Le porgo cordiali saluti e i migliori auguri per questa quarantena”.