Nessuna condanna per oltraggio e resistenza ad un finanziere per colui che lo fa per reazione a una prevaricazione

Controlli Guardia di Finanza
Immagine di repertorio

L’art. 131 bis del Codice Penale prevede che nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.

Per la Cassazione la reazione di un datore di lavoro a seguito di un arbitrio posto da un finanziere è un oltraggio «giustificato». Nessuna condanna per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, se chi dà in “escandescenze” sfiorando anche l’aggressione fisica, lo fa per reazione a una prevaricazione.

Con sentenza 44627 del 2019 la Suprema Corte non ha ritenuto condannare il datore di lavoro che durante un’ispezione della Guardia di Finanza si era scagliato contro il verbalizzante in maniera violenta al punto dal dover essere bloccato dai presenti. Il fatto era scaturito dal modo in cui i sottufficiali eseguivano l’accertamento con domande a trabocchetto sulla data di inizio del rapporto di lavoro.

L’imputato, assolto dal reato di resistenza, per l’oltraggio aveva beneficiato dell’applicazione dell’articolo 131-bis, come sopra enunciato, sulla particolare tenuità del fatto che garantisce la non punibilità ma conferma il reato.

Il ricorso del datore di lavoro veniva presentato al fine dell’ottenimento della scriminante della causa di non punibilità, che scatta quando un incaricato di pubblico servizio o un pubblico ufficiale va oltre il suo potere commettendo atti arbitrari.

La Cassazione, invitava il giudice a cui rinviava per un secondo verdetto, a valutare la scriminante a causa dei presunti abusi commessi dai finanzieri e, pertanto, la non punibilità che è possibile non solo quando c’è realmente una prevaricazione, ma anche quando l’azione viene percepita come arbitraria per le modalità con cui viene condotta dal pubblico ufficiale. Nello specifico gli estremi c’erano, perché le domande erano insidiose e tali da confondere i dipendenti e la reazione scomposta e anche minacciosa era stata una forma di opposizione ad un modo di procedere interpretato come scorretto.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco