“Night Journey”: come la classicità riesce a permeare tutte le arti

Night Journey di Martha Graham

Martha Graham è da molti considerata la più grande danzatrice statunitense del XX secolo, nonché la “madre” della danza moderna. Sostenitrice del Movimento come massima forma di espressione, con le forme angolari che riusciva ad assumere col suo minuto ma vibrante corpo sapeva comunicare le più profonde emozioni dell’animo umano. L’enorme successo della carriera di Martha Graham è legato, oltre che al suo talento come ballerina, soprattutto alla tecnica che ebbe modo di mettere a punto nel corso degli anni, basandosi sul principio della respirazione da cui scaturisce l’energia vitale anche secondo molte filosofie orientali.

Una delle sue composizioni coreografiche più celebri fu Night Journey, uno dei tre balletti di Graham derivati ​​dalla classicità , dopo Cave of the Heart (ispirato alla Medea euripidea) e Errand in the Maze (ispirato alla vicenda del Minotauro), eseguito su musiche di William Schuman con costumi disegnati da Graham e un set di Isamu Noguchi . Più in particolare, si rifà fedelmente alla trama di  ”Edipo Re”, il più celebre dramma del tragediografo greco Sofocle.

Dal punto di vista coreutico, ognuno dei tre personaggi centrali danza con una serie distintiva di movimenti: In costume con una maschera con gli occhi coperti e un mantello appesantito, l’indovino Tiresia si muove con un’aria di potere e scopo. Porta un pesante bastone di legno che colpisce rumorosamente sul palco e sul letto, sottolineando la serietà del suo messaggio, tuttavia non si impegna mai personalmente nella tragedia; Edipo invece tiene il busto rigido, si pavoneggia e spesso ostenta la sua virilità. La danza di Giocasta, d’altra parte, è la meno sicura di sé. Dardeggia e vaga in modo indeciso, spesso crollando a terra per mezzo di curve posteriori e cerniere posteriori.

Sono poi presenti altre sei figure femminile, rappresentative di quello che era Il coro nella tragedia greca. Esse sono un’estensione di Giocasta, simboleggiando i ricordi di cose che temiamo di ricordare, cose che desideriamo dimenticare. Il gruppo esegue ripetutamente “salti di bisonte”, un salto jeté in contrazione con le gambe ad angoli acuti e le braccia trattenute, i gomiti alti sopra il busto.

La creazione di Night Journey  fu particolarmente significativa per l’autrice poichè si intrecciava con la vita personale della stessa. Infatti, ballare il ruolo di Giocasta diventò un modo per lei di canalizzare le emozioni della sua difficile relazione domestica con il compagno Erick Hawkins, facente parte della sua stessa compagnia.

Attraverso un’analisi della coreografia si può evincere come quest’opera non possa essere ridotta a una semplice trasposizione coreutica della tragedia sofoclea, ma vada interpretata nei termini di una forma e di un’esperienza originale contenuta nel mito stesso. Più in particolare, si denota come Night Journey possa rappresentare un esempio paradigmatico di esibizione e attualizzazione di una particolare struttura, un ritmo spiralico di forze opposte che cattura lo spettatore e lo travolge nella dimensione tutta drammatica di un amore incestuoso come quello di Edipo e Giocasta.