No al disagio psicologico da Covid-19. Dallo Sportello d’ascolto italiano alla Support Bubble londinese

Ci muoviamo sempre secondo gli stessi principi. Adeguatezza, proporzionalità e massima precauzione. Così abbiamo superato la situazione nei mesi scorsi”. Queste sono state le parole del Premier Giuseppe Conte nell’annunciare agli italiani le nuove restrizioni dovute alla forte impennata di contagi che sta attanagliando nuovamente l’Italia.

Siamo costretti ad un’operazione sofferta, ancora una volta. Siamo consapevoli che stiamo chiedendo agli italiani dei grandi sacrifici”, così continua l’amareggiato appello del Presidente del Consiglio, parlando delle iniziative atte a contrastare la nuova ondata.

Infatti, proprio quando sembrava esserci una parvenza di ritorno alla routine, alla tanto osannata “vita normale”, l’incubo si è ripresentato: i contagi sono aumentati a livello esponenziale e l’Italia è di nuovo in lockdown parziale. Gli italiani sono stati nuovamente limitati nella loro vita sociale e nei loro contatti con amici e parenti.

Durante il primo periodo di quarantena, iniziato a marzo scorso, l’epidemia non ha seminato solo morte, ma un forte squilibrio generale, riguardante anche il benessere psicologico degli italiani. Inevitabilmente rinchiusi tra quattro mura e privati delle proprie libertà, di fronte ad un nemico per lo più sconosciuto, i cittadini italiani sono andati in contro a repentine alterazioni degli stati emotivi dovuti a cambiamenti del tono dell’umore, senso di impotenza ed insonnia. Disturbi, che in molti casi, sono sfociati in problemi di ansia, attacchi di panico, depressione o altre problematiche psicologiche. Adesso più che mai, non bisogna dimenticare che “Non vi è salute se non c’è salute mentale” (OMS).

Per cui, nel primo lockdown nazionale, sono state moltissime le iniziative degli specialisti della salute mentale che hanno visto l’apertura di sportelli di ascolto online gratuiti e attività di divulgazione e informazione finalizzate a diffondere pochi e semplici consigli su come prendersi cura di sé non lasciandosi andare a sentimenti di sconforto e tristezza.

Spesso, i suggerimenti dati riguardavano la cura della persona nella sua totalità, come:

  • Prendersi cura della propria igiene;
  • Indossare indumenti non prettamente casalinghi, come tute o pigiami, evitando di perdere la voglia di vedersi e sentirsi belle/i, quindi: spruzzarsi un po’ di profumo, sistemare i capelli, truccarsi;
  • Mantenere una routine, organizzando la propria giornata, allo scopo di tenersi impegnati e non cedere alle situazioni di noia (chiama un amico o un familiare);
  • Non saltare i pasti e mangiare in maniera salutare;
  • Dedicarsi alla pulizia di casa, far arieggiare l’ambiente che si occupa la maggior parte del tempo;
  • Non eccedere nello smartworking;
  • Fare un po’ di attività fisica per quello che si può, rimanendo in casa;
  • Dedicare tempo ad attività ludiche e ricreative quali lettura, scrittura, dedicarsi alla visione di film/telefilm;
  • Ridurre l’esposizione alle notizie che potrebbero incentivare il malessere. Informati sì, ma ossessionati dalla notizia no!

In quei mesi, salvaguardare la salute mentale è risultato, quindi, fondamentale, e lo ancor di più oggi, poiché a molti italiani sembra di rivivere un incubo. E al disagio psicologico passato si somma quello odierno e futuro. L’urgenza di prendersi cura anche della salute mentale dei cittadini non cruccia solo gli specialisti del settore, ma lo stesso Presidente del Consiglio ha iniziato a parlare del disagio psicologico in Parlamento ed anche durante la conferenza stampa per annunciare il nuovo DPCM.

In realtà, David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, ha scritto al Premier Conte per denunciare la carenza di una rete di supporto pubblica atta ad alleviare il disagio psicologico accumulato dopo 7 mesi di pandemia. Secondo il presidente Lazzari “occorre l’urgente attivazione di una rete psicologica pubblica, a partire dal sistema sanitario, dall’assistenza di base e dalla scuola. Senza prevenzione e ascolto i livelli di disagio sono destinati ad aggravarsi ed avere pensanti ricadute sulla società e sulla salute delle persone, con ulteriori danni per una economia già molto provata. La psicologia è fondamentale per la resilienza e per costruire il futuro“.

Per cui sul territorio nazionale, attualmente, sono state nuovamente intraprese le iniziative di ascolto e accoglienza delle problematiche psicologiche. Gli psicologi italiani hanno nuovamente attivato gli sportelli gratuiti di supporto psicologico. Quest’ultimi consentono di telefonare al numero di corrispondenza e ricevere supporto da parte di uno psicologo e/o psicoterapeuta, in genere, per la durata di circa 20/30 minuti.

Però, urge che ci sia maggior empatia e ascolto nonché apertura alla prevenzione e alla cura da parte delle stesse istituzioni per il malessere psicologico dovuto all’ansia, allo stress, alla paura, alla confusione, alla solitudine di questo periodo che vede gli italiani da un lato più pronti ad affrontare il lockdown in termini di praticità, ma dall’altro lato più fragili e sensibili dal punto di vista emotivo e psicologico.

Per cui, è importante non minimizzare le proprie difficoltà, magari, ripetendo a se stessi frasi come “c’è chi sta peggio”, “alla fine è una situazione generale” o “i problemi della vita sono altri”, tutto questo può essere controproducente per il proprio stato psicofisico; tutti siamo consapevoli che questa sia un’emergenza globale e che inevitabilmente ci siano situazioni più gravi di altre, ma ciò non vuol dire che la propria realtà e le proprie difficoltà emotive abbiano meno peso di quelle altrui.

Sul piano internazionale, in particolare, a Londra, il Sindaco si è distinto per il suo spirito di iniziativa nell’esortare i cittadini a chiedere aiuto nel caso ne avessero bisogno, dicendo di non avere vergogna perché non c’è niente di male nel chiedere aiuto. Inoltre, il primo cittadino londinese, attraverso i suoi canali di comunicazione (ad esempio, Instagram @mayorofldn), ha riportato tutti i servizi attivi per i cittadini in materia di supporto psicologico.

Un’altra lodevole iniziativa londinese, è quella sotto il nome di “Support Bubble”, ovvero, è stata data la possibilità a chi vive da solo di scegliere una famiglia, nella propria cerchia di conoscenze, con la quale convivere nel periodo di lockdown per non soffrire la solitudine e non subire tutti gli effetti negativi possibili, scaturiti dal periodo di isolamento forzato. Un’iniziativa che insita in sé il senso forte di empatia nei confronti di chi si trova in una situazione di forte solitudine, che prevede l’accoglienza dell’altro in un periodo in cui dell’altro si ha fortemente paura.

Se stai vivendo questo periodo con forte apprensione e preoccupazioni e pensi di aver bisogno di aiuto e di ascolto, puoi rivolgerti al TCE- Therapy Center, chiamando al numero 3896826881, attivo dal Lunedi al Sabato dalle 9 alle 22. Gli specialisti del Centro sono pronti ad accogliere le tue preoccupazioni e sofferenze legate al difficile momento storico che stiamo vivendo. Siamo vicini anche da lontano.

A cura di: Dott.ssa Angelino Daniele Giuseppina; Dott.ssa Antico Martina; Dott.ssa Castaldo Chiara; Con la supervisione del Dott.re Elpidio Cecere.