“Non sappiamo più dove studiare”, gli studenti di Caserta in flash mob reclamano la riapertura della Biblioteca comunale

Domenica pomeriggio i ragazzi di Comitato Biblioteca Organizzata – Caserta hanno organizzato un flash mob per sostenere la causa della riapertura della biblioteca.

In tanti hanno partecipato e già 400 persone hanno sottoscritto nelle scorse settimane l’appello, disponibile sul sito www.bibliotecabenecomune.org per chiedere la riapertura delle aule studio e rivendicare il diritto ad utilizzare gli spazi all’aperto della Biblioteca Ruggiero di via Laviano per realizzare iniziative socio culturali, anche in orario serale e nei weekend, come prevede l’apposito #pattodicollaborazione già siglato.

A sostegno della causa un approfondimento di Virginia Crovella che pubblichiamo di seguito, attivista e coordinatrice del progetto della rete di Biblioteca Bene Comune, nato per dare un nuovo volto alla Biblioteca Comunale Alfonso Ruggiero di Caserta attraverso un processo di gestione condivisa.

“Il tema degli spazi sociali è centrale in questa città da anni e mostra dei vuoti gravissimi ai quali le istituzioni devono dare urgente risposta – sottolinea subito Virginia – Grazie all’impegno di centinaia di cittadini, negli ultimi 5 anni, grossi passi avanti sono stati fatti nella gestione dei giardini pubblici diventati #benicomuni sottraendoli al degrado, alla noncuranza e a degli odiosi lucchetti chiusi.

Queste oasi di verde, come Villa Giaquinto, la Villetta di via Arno e quella di Parco Aranci, hanno mostrato chiaramente (se mai ce ne fosse bisogno) quanto fanno bene e quanto sono desiderati gli spazi sociali in città e quanta gente ci sia disposta a fare la propria parte per supportare/sostituirsi all’amministrazione”.

“Eppure non bastano i giardini. La città è piena di immobili pubblici vuoti e inutilizzati, uno tra questo è l’Ex Onmi di viale Beneduce del quale il Csa Ex Canapificio Caserta e 30 associazioni cittadine ne chiedono l’affidamento per aprire una nuova vera Casa del Sociale. Un altro è, incredibile a dirsi, la Biblioteca Comunale “Alfonso Ruggiero” – Caserta di via Laviano.

Un luogo immenso, in buona parte inutilizzato, con diversi problemi strutturali importanti ai quali si sta cercando finalmente di mettere riparo malgrado sia stata ristrutturata con una marea di milioni e inaugurata neanche 10 anni fa. Uno spazio che, soprattutto dopo più di un anno di isolamento sociale, dovrebbe essere il cuore pulsante della cultura e della socialità casertana.

Centinaia di studenti aspettano da mesi che riaprano le aule studio. 400 cittadini hanno firmato un appello per organizzare in biblioteca iniziative, presentazioni, spettacoli teatrali, concerti aprendola anche in orario serale e nel weekend, come prevede il patto di collaborazione già firmato tra il Comune di Caserta e Comitato Biblioteca Organizzata – Caserta”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

“Ora, il punto è:  Perché non si riaprono le aule studio? Perché non si lascia utilizzare la Biblioteca come spazio sociale e culturale vivo”? E’ l’amara domanda retorica che si pone Virginia quasi come portavoce di un’intera comunità.

“Le aule studio non riaprono perché gli estintori sono scaduti piu’ di un anno fa e in tanti mesi di chiusura al pubblico, gli uffici tecnici del Comune non hanno provveduto a cambiarli. Una cosa di un’amarezza tale che si commenta da sola. Gli ampi spazi all’aperto, che potrebbero essere usati per le iniziative sociali e culturali della città senza oneri per il Comune perché ci sono le associazioni della rete Biblioteca Bene Comune che se ne occuperebbero con gioia e volontariamente, sono lì inutili e sprecati, perché la questione centrale è che la priorità per il Comune di questa distratta città, non è la cultura.

Non sono i giovani. Non è lo studio. Non l’arte. Non è favorire la sana socialità e lo stare insieme. Caserta 2021, il medioevo”.

Virginia Crovella