Non solo Gomorra: nasce l’Università a Scampia

Non solo Gomorra: nasce l'Università a Scampia
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C’erano una volta i luoghi comuni, quelli che associavano a Scampia solo la camorra, lo spaccio di droga, le vele, le serie tv di dubbio gusto.

Scampia è questo ma non solo: pur non negando l’esistenza di una realtà ben radicata fatta di illiceità sussiste anche un altro volto della città, quello fatto di brava gente che magari vive nelle vele, quello fatto di ragazzi che non vogliono avere un destino già segnato fatto di strada, delinquenza e non scelte ma che di contro hanno voglia di fare, di emergere in quel luogo natìo tanto difficile ma tanto amato.

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A tutte queste persone bisogna dar voce e far mettere in luce il loro territorio a livello nazionale: l’anno scorso, una bellissima ragazza del posto, Zeudi Di Palma, grazie alla vittoria al concorso di Miss Italia e alla conseguente notorietà acquisita, ha avuto la possibilità di  far conoscere l’Associazione la “Lampada di Scampia” che ha come fondatrice proprio la madre ed ha come obiettivo quello di promuovere e difendere ragazzi a rischio.

Se gli abitanti della zona hanno accolto con gioia la vittoria di una reginetta di bellezza locale, non osiamo immaginare la loro emozione ed il loro orgoglio nell’apprendere che il prossimo17 ottobre, dopo ben 15 anni dal progetto iniziale, verrà inaugurato un polo formativo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ospiterà i corsi di laurea in professioni sanitarie.

Centinaia di studenti porteranno nuova linfa, si formeranno e graviteranno in quello che da sempre è stato considerato un territorio svantaggiato e nonostante non siano ancora stati tagliati i nastri di partenza già sono sorti i primi servizi a loro dedicati (tavola calda, copisteria, cartoleria), servizi che sono destinati ad aumentare e che si tramutano tutti in posti di lavoro.

Nel 2006, Gigi Finizio, che ebbe il merito di portare sul palco dell’Ariston un gruppo di ragazzi di Scampia, nella canzone “Musica e speranza” diceva “simm nat addò niente ce sta, da nisciun vulimm pietà, ma sti figl dint’o foco e l’inferno nun vonno pazzia”: per fortuna a distanza di anni le cose sono cambiate, quel niente è stato sostituito da occasioni e possibilità; si è ben consapevoli che non bisogna abbassare la guardia, poiché la realtà che sta nascendo darà fastido a tutti coloro che finora hanno perpetrato alla luce del sole nell’illegalità, ma al tempo stesso si è consapevoli che se c’è una cosa che fa rumore e può far costruire le fondamenta di una nuova condizione è la cultura, l’unione, l’agire senza più paura.