I nostri boschi, popolati da creature fantastiche. Tenete gli occhi aperti!

Satiro con efebo, copia romana di originale greco

Nella mitologia della Grecia antica nel mondo greco-romano, i nostri boschi erano abitati da una collettività di esseri, circondati da una natura selvaggia, spesso in compagnia con le ninfe. Essi erano visti dai Greci, non diversamente dai sileni: sono i satiri.

Il satiro è una figura mitica maschile, che, secondo la tradizione abita boschi e montagne.
Veniva considerato una divinità minore, in quanto non abitava sull’Olimpo e personificava la fertilità e la forza vitale della natura.

Generalmente venivano rappresentati come esseri umani con connotazioni animali, ad esempio orecchie, corna, coda e zampe caprine, ancora potevano esservi chiome lunghe, barba, fisionomia caricaturale e torso nudo. Il loro aspetto col tempo venne umanizzato perdendo alcuni di questi attributi.

Nella mentalità comune erano esseri lascivi, che passavano il loro tempo bevendo vino e suonando il flauto. Ad esempio Esiodo li definisce come buoni a nulla che si prendono gioco dei mortali, dall’aspetto semianimalesco, sensuale e aggressivo. Partecipanti fissi dei cortei di Bacco.

Dal punto di vista religioso i greci li definivano come “demoni dei boschi” facenti regolarmente parte del corteo bacchico, col passare del tempo i satiri vennero però assimilati alla figura del dio Pan, il quale aveva invece delle connotazioni più capirne.

Alla fine del V secolo le figure satiresche si ingentiliscono ancora di più, diventando fanciulli la cui vera natura poteva essere riconosciuta solo tramite le orecchie a punta e una folta e ispida capigliatura.

Il satiro più importante era il Sileno, figlio di Pan e una ninfa, rappresentato come un anziano corpulento, calvo e peloso, con attributi animaleschi, e il dono di una straordinaria saggezza. Anche egli era una divinità minore: il dio degli alberi, e proprio per questo associato alla fertilità; caratterialmente sfrenato e senza limiti, imparentato con i centauri e nemico dell’agricoltura.

I satiri più anziani erano invece definiti papposileni.

La prossima volta che decidete di passare una giornata nel mezzo della natura, occhi aperti!