Occupazione suolo pubblico, dehors tavoli e sedie: il Consigliere Napolitano interroga il Comune

Sequestrati tre gazebi all'esterno di un bar realizzati di dimensioni consistenti
(immagine di repertorio)

Interrogazione Comunale ex art. 28, punto 2 del Regolamento delle Attività Consiliari del Comune di Caserta.

Oggetto: Occupazione suolo pubblico dehors tavoli e sedie

Appreso che
• nonostante sia trascorso già oltre un mese dal 30 giugno in cui scadevano le autorizzazioni ad occupare suolo pubblico con dehors, tavoli e sedie da parte dei ristoratori cittadini secondo le norme vigenti durante il lockdown, non ci sia stata trasparente ed efficace comunicazione pubblica da parte del Comune per informare gli aventi diritti su quanto sia possibile richiedere, per esserne correttamente autorizzati;

Rilevato che
• la materia riveste un attualissimo carattere di urgenza, anche per le recenti dimissioni del consulente alla Movida, colonnello Paglia, che hanno prodotto l’abbandono di ogni iniziativa in merito da parte del Comune, nel quadro di politiche urbane e per il commercio peraltro allo stato inesistenti, poiché mai espresse nel corso del pubblico consesso del Consiglio comunale da parte del sindaco Carlo Marino e del competente assessore Emiliano Casale;

Considerato che,
• la questione non può essere tralasciata oltre, così come avviene, anche perché si rincorrono in città voci di autorizzazioni rilasciate con il lumicino e senza osservare con scrupolo doveroso l’unico andamento possibile, ovvero quello dettato dall’arrivo cronologico delle istanze al Protocollo generale del Comune;

CHIEDE
di conoscere con urgenza:
• quale sia il numero delle istanze allo stato non lavorate e cui non si è dato seguito, né con
un’autorizzazione, né con un diniego;

• quali siano le modalità di lavorazione attraverso le quali sono state finora lavorate le istanze che hanno dato seguito alle autorizzazioni fin qui rilasciate;

• quante siano, e di che livello professionale siano, le risorse comunali addette a tali procedure;

• se risponda al vero che in tali procedure siano impegnate risorse umane estranee alla forza-lavoro comunale, e quindi assolutamente non competenti sulla questione, se non illecitamente utilizzate poiché probabilmente formalmente e di fatto destinate a specifiche attività progettuali derivanti da iniziative finanziate a favore dell’Amministrazione comunale;

• quali e quante siano le attività di ristorazione e bar allo stato prive di autorizzazioni, per colpa loro non imputabile, e quindi operanti illecitamente con dehors, tavoli e sedie, circostanza che costituisce peraltro un danno erariale, poiché priva le Casse comunali degli importi di tasse e tributi da saldare per questa necessità.