Da oggi al cinema il film su Fernando Botero, l’artista vivente più conosciuto al mondo

Fernando Botero

C’è chi lo ama e chi no, Fernando Botero non lascia certo indifferenti. Tuttavia lui non se ne cura, affermando: “Io lavoro per me”. Seppure sia stato spesso snobbato dalla critica, in ogni caso resta l’artista contemporaneo più visto e conosciuto al mondo.

Per lui l’arte è infatti stabilire una comunicazione con il maggior numero di persone. “Per me -dice il colombiano Botero, nato a Medellin nel 1932- il piacere è l’esaltazione della vita, e guardare un’opera d’arte deve necessariamente suscitare piacere”. Per questo predilige la pittura di personaggi sovrappeso, facendo così diventare la sua arte originale e senza precedenti.

Il primo esperimento lo fece da giovanissimo su un mandolino, aumentando notevolmente le sue dimensioni. “Lavoro sui volumi -dice ancora –perchè ho scoperto che sono i volumi a trasmettere voluttà”. Ipnotizzato dalla bellezza delle opere di maestri del Rinascimento italiano del calibro di Piero della Francesca e Paolo Uccello, riesce contemporaneamente a trasmettere emozione e divertimento fra l’abbondanza, la simpatia, la tenerezza delle sue forme e la rutilanza dei colori. Ed è forse proprio l’adozione di canoni estetici di “rottura” in un mondo abituato a tante regole a dilettare così vivacemente il pubblico artistico odierno.

Mettendo su tela figure quali signore sensuali, improbabili ballerine, prelati e la folla distratta delle nostre città, Botero ci sa parlare anche della sofferenza umana con delicata poetica.

Da oggi al cinema il film di Don Millar dal titolo “Botero-Una ricerca senza fine”, che racconta della sua vita con tutto il suo eccezionale amore per l’arte ed il piacere, che si snoda attraverso il dialogo tra lo stesso artista ed i figli Lina, Fernando e Juan, con l’aggiunta di interventi di rinomati critici d’arte e galleristi.