Omicidio Ruggiero, il killer Guarente presunta vittima di un prete pedofilo

L'assassino Ciro Guarente

Aversa (Caserta) – Avrebbe subito violenze da parte di un prete pedofilol’uomo che ha ucciso in maniera brutale il 25enne Vincenzo Ruggiero: questo l’ultimo elemento fornito dalla difesa di Ciro Guarente, l’assassino reo confesso che circa un anno fa (era il 7 luglio del 2017) uccise senza pietà il giovane attivista gay ad Aversa e che da quasi 11 mesi, ovvero dal giorno in cui furono ritrovati a Ponticelli alcuni resti della vittima, è detenuto in carcere.

L’omicida 36enne, prima marinaio e poi dipendente civile della Marina Militare italiana, ha confessato l’efferato reato ed ora, in accordo con il suo legale Dario Cuomo, vuole puntare su questo elemento per tentare di “migliorare” la sua posizione ed evitare così il massimo della pena. Ruggiero, come purtroppo è noto, fu ucciso a colpi di pistola, poi il suo corpo venne fatto a pezzi, cosparso con dell’acido e seppellito dal killer in un garage di Ponticelli, dove i resti furono trovati il 29 luglio: fino ad allora in molti avevano pensato ad un improbabile allontanamento volontario da parte del giovane Vincenzo. Un omicidio avvenuto per gelosia, dato che Ciro Guarente non sopportava il fatto che la sua ex fidanzata, la trans Heven Grimaldi, vivesse con il 25enne in un appartamento ad Aversa: i due erano amici ma l’assassino era convinto che tra i due ci fosse un legame più profondo.

A lungo si è parlato anche dei probabili complici di Guarente: uno, il napoletano Francesco De Turris, è considerato colui che ha fornito la pistola calibro 7,65 all’assassino, ma potrebbero essercene altri. Guarente, che ha ricevuto l’avviso di conclusione indagini dalla Procura di Napoli Nord a fine maggio, ha chiesto di essere interrogato e in quell’occasione potrebbe svelare particolari importanti sulla dinamica del barbaro omicidio o sui nomi di altre persone che lo hanno aiutato ad organizzare il dettagliato piano.

Il legale dell’assassino intanto ha raccolto cinque testimonianze relative agli abusi subiti da Guarente quando quest’ultimo era solo un ragazzino: a violentarlo sarebbe stato don Silverio Mura, sacerdote già accusato di pedofilia e che proprio nel periodo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 era parroco a Ponticelli: hanno testimoniato sia altre vittime del prete sia persone che erano a conoscenza degli abusi subiti da Guarente, il quale non ha mai denunciato prima i traumi. La difesa spera che quei drammatici momenti vissuti da adolescente ora possano servire per migliorare la posizione del killer: una persona  incensurata e con un ottimo lavoro che ad un certo punto, divorata dalla gelosia, è riuscita ad accanirsi con una violenza disumana sul suo presunto rivale in amore.