Ora solare 2026, lancette indietro il 25 ottobre, confermata la notte più lunga dell’anno

Ora solare 2026, lancette indietro il 25 ottobre: il dibattito sull’abolizione dell’ora legale resta fermo
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Il passaggio avverrà alle 3.00. Resta invariato il sistema del doppio cambio, nessuna modifica sull’ora legale

Il dibattito sull’abolizione dell’ora legale resta fermo. Italia ed Europa senza accordo sulla riforma, risparmi energetici confermati, ma la proposta è bloccata da anni

Il ritorno dell’ora solare 2026 è fissato per domenica 25 ottobre, con il passaggio nella notte tra sabato 24 e domenica 25. Alle 3:00, gli orologi dovranno essere riportati alle 2:00, ripetendo per due volte l’ora compresa tra le 2 e le 3. È questo il motivo per cui la notte del cambio viene considerata una delle più lunghe dell’anno.

La variazione garantirà un’ora di sonno in più, ma dal giorno successivo il tramonto arriverà prima e la luce mattutina sarà anticipata. I dispositivi digitali si aggiorneranno automaticamente, mentre gli orologi analogici richiederanno la regolazione manuale.

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Il passaggio stagionale riporta al centro una discussione che in Italia e in Europa si trascina da anni: l’ipotesi di abolire il cambio d’ora e mantenere l’ora legale permanente. A marzo, la Camera dei Deputati ha avviato un’indagine conoscitiva per valutare la fattibilità della misura, sostenuta dai dati elaborati da Terna, che tra il 2004 e il 2025 ha registrato un risparmio complessivo di oltre 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro.

Sul fronte scientifico e dei consumatori, la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit hanno promosso una petizione che ha superato le 350mila firme, sostenendo che l’ora legale permanente ridurrebbe lo “sfasamento” dei ritmi circadiani e garantirebbe un risparmio annuo stimato in 720 milioni di kWh, pari a circa 180 milioni di euro, con una riduzione delle emissioni di CO₂ di circa 200mila tonnellate.

A livello europeo, la proposta della Commissione UE del 2018 per eliminare il doppio cambio stagionale non ha mai raggiunto un accordo tra gli Stati membri. Le posizioni restano distanti: i Paesi del Nord Europa preferirebbero l’ora solare fissa, mentre quelli mediterranei, tra cui l’Italia, spingono per l’ora legale permanente. L’iter è quindi bloccato e nessuna modifica entrerà in vigore nel 2026.

In assenza di una decisione comunitaria, il calendario resta invariato: 25 ottobre 2026 ingresso dell’ora solare; 28 marzo 2027 ritorno all’ora legale.

La situazione attuale è un fatto: l’Italia continuerà a cambiare l’ora due volte l’anno, mentre la riforma resta sospesa in attesa di un accordo europeo.