Ordine degli Architetti PPC di Caserta: l’elezione del Consiglio è regolare secondo la Cassazione

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La vittoria della lista Architetti Uniti capeggiata da Raffaele Cecoro alle elezioni per il nuovo Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Caserta è regolare ed è avvenuta nel pieno rispetto delle regole.

A certificarlo la Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile l’ennesimo ricorso presentata dall’ex presidente Enrico Domenico De Cristofaro, condannato anche al pagamento delle spese di giudizio, e messo così la parola fine alla lunga sequela di reclami dell’ex sindaco di Aversa che proprio non accettava la cocente sconfitta riportata nel marzo 2021 allorchè non solo perse le elezioni, ma né lui né alcuno dei candidati della sua lista furono eletti in seno al Consiglio dell’Ordine di Terra di Lavoro.

Con sentenza resa nei giorni scorsi dalla Prima sezione civile della Corte Suprema, presieduta dal magistrato Dott. Francesco Antonio Genovese che ne è stato anche relatore, i giudici ermellini hanno bocciato il ricorso di De Cristofaro, difeso dall’avv. Renato Labriola, avverso la “Decisione n. 23/2021” assunta, nel luglio dello scorso anno, dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori che, a sua volta, sempre su ricorso dello stesso ex presidente, ne aveva esaminato e bocciato uno ad uno tutto i motivi, sancendo la piena corrispondenza delle decisioni dell’Ordine, difeso dall’avv. Luigi Adinolfi, alle norme vigenti ed il rispetto assoluto di tempi e modalità nella indizione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio, dichiarando così valido e legittimo il percorso seguito la scorsa primavera dall’Ordine presieduto ancora oggi da Cecoro, la cui lista aveva fatto cappotto conquistando tutti i seggi a disposizione.

I magistrati di Cassazione hanno criticato il ricorso di De Cristofaro, le cui tesi “non si confrontano minimamente con la complessiva ratio decidendi…” e “dimentica completamente” le disposizioni di cui all’art. 360, c. 1, n. 5 c.p.c.”, aggiungendo che parte dei motivi sono inammissibili “per evidente carenza di autosufficienza”. Pertanto, i giudici hanno anche condannato De Cristofaro al pagamento delle spese di giudizio sostenute dall’Ordine degli Architetti PPC di Caserta, liquidate in € 5.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in € 200,00, ed agli accessori di legge, e dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dello stesso ex presidente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso.

“La clamorosa pronuncia di inammissibilità della Corte di Cassazione è la prova della manifesta infondatezza del ricorso, chiudendo così definitivamente la vicenda delle elezioni del Consiglio dell’Ordine per il quadriennio 2021-2025. La Prima Sezione della Suprema Corte ha ritenuto corretto l’operato dell’Ordine e ha stigmatizzato l’ennesimo reclamo del mio predecessore che, speriamo, a questo punto si metta l’animo in pace ed accetti la volontà della stragrande maggioranza degli architetti casertani di voltare pagina rispetto alla sua gestione, tanto da non averlo eletto neppure in minoranza”, dichiara Raffaele Cecoro.

“De Cristofaro ed i suoi fedelissimi, nessuno dei quali eletti, hanno tentato a più riprese di sovvertire l’esito delle urne a suon di ricorsi, del tutto pretestuosi, al solo scopo di gettare fango sulle elezioni svoltesi regolarmente, ma sono stati sconfitti anche stavolta.
Come Consiglio che ho l’onore di guidare con il nostro movimento Architetti Uniti, andremo avanti più motivati che mai con le tante iniziative che stiamo attuando a favore di tutti gli iscritti, nessuno escluso, recuperando per l’Ordine un ruolo centrale sul territorio ed un’azione da protagonista a livello professionistico mai registrata prima”, conclude il presidente degli Architetti PPC di Caserta.