Ordine dei Commercialisti: “Tutela professionisti sia centrale nelle azioni delle istituzioni”

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Aversa – “La tutela dei professionisti, soprattutto alla luce degli ultimi drammatici eventi, dove hanno perso la vita una collega dell’Ordine di Lodi e due iscritte dell’ordine di Roma, mentre svolgevano la loro attività professionale, deve essere una delle priorità da parte del governo nazionale, degli enti locali e delle forze dell’ordine. Interesse dello Stato è difendere la legalità e noi siamo un presidio di legalità che quotidianamente è esposto a rischi sempre più incombenti. Dobbiamo avere consapevolezza di questo fenomeno e lanciamo un appello alle istituzioni per garantire maggiore tutela”.

Lo ha detto Francesco Matacena, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, nel corso del convegno “Strumenti giuridici ed economici per contrastare la violenza sulle donne“.

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Terrazza Leuciana
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A raccogliere la richiesta di maggiore tutela è stato Luigi Picardi, presidente del Tribunale di Napoli Nord: “È un argomento che non può e non deve passare sotto silenzio. È molto importante che i corpi intermedi, quindi innanzitutto gli ordini professionali, abbiano conoscenza del fenomeno, discutano del fenomeno e intervengano con la loro competenza, la loro conoscenza sul fenomeno, sulle sue radici e abbiano la possibilità anche di proporre delle soluzioni, magari parziali, per affrontare il fenomeno e mettano a disposizione, questa è la cosa ancora più importante, le loro competenze affinché il fenomeno venga conosciuto e affrontato”.

A declinare il fenomeno in termini di prevenzione della violenza sulle donne è stata Maria Antonietta Troncone, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord: “L’attenzione non deve scemare mai. È importante parlarne con l’Ordine dei Commercialisti e con le associazioni in quanto se non vi è il supporto sociale e se non si creano opportunità economiche non vi è una tutela adeguata per la donna. Uscire dall’anonimato e denunciare, denunciare e cercare tutela nelle istituzioni, credere nelle istituzioni e avere fiducia ad essere supportate in modo tale da narrare quel vissuto che crea tanto dolore e che è fonte di grande pericolo”.

Secondo Tina Bove (consigliera dell’Odcec di Napoli Nord): “Negli ultimi 45 anni la crescita dell’occupazione femminile è salita di solo 17 punti percentuali passando dal 33 al 50% e da fonte Eurostat purtroppo l’Italia è collocata ad uno degli ultimi posti a livello europeo. Ė importante quindi che le aziende e il mondo delle imprese in generale abbia una nuova coscienza sociale e lavorino concretamente su questa tematica per un’evoluzione quindi sia a livello economico, sia per un contrasto effettivo alla violenza sulle donne”.

Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso da Rosa d’Angiolella (consigliera nazionale dei commercialisti italiani): “Ringrazio l’Ordine di Napoli Nord per aver organizzato un focus su questo tema. Un tema che a prima vista potrebbe sembrare lontano dalle problematiche e dalle tipiche occupazioni dei commercialisti ma non lo è. La violenza, in particolare la violenza sulle donne, è un tema che riguarda tutti perché è un argomento che ha numerosissimi aspetti, che ha delle ricadute importanti su tutti i piani”.

Della presenza sul territorio ha parlato Lella Palladino (cooperativa Eva):“Noi siamo presenti su questo territorio con casa Lorena che è un centro antiviolenza e una casa rifugio a Casal di Principe in un bene confiscato nel quale ci occupiamo di contrasto alla violenza economica dando occupazione a donne in uscita dalla violenza in condizioni di particolare difficoltà. Nei nostri laboratori di inserimento lavorativo, le ‘Ghiottonerie di casa Lorena’ ed ‘Eva Lab’, quindi l’incontro è pertinente a quella che è la nostra mission di contrasto alla violenza in particolare di sostegno all’autonomia economica delle donne”.

L’importanza della denuncia è stata evidenziata da Ilaria Boiabo (associazione Differenza Donna): “Differenza Donna è impegnata in un’azione di denuncia di tutte le forme di violenze tra cui appunto quella che colpisce la sfera dell’autonomia economica e lavorativa delle donne. Senza autonomia e senza una disponibilità e capacità di risorse vi è una aggravio della vulnerabilità alla violenza all’interno delle relazioni di intimità, quindi riteniamo importante sensibilizzare tutte le professionalità coinvolte e non solo le autorità giudiziarie e gli avvocati ma anche i professionisti che si occupano della gestione delle risorse finanziarie”.