“Organismi estremofili”, la mostra di Michelangelo Penso dal 27 alla Reggia di Caserta

Michelangelo Penso

Nell’ambito delle manifestazioni dedicate all’arte contemporanea, la Reggia di Caserta ospita dal 27 luglio al 27 settembre una mostra site and contest specific di Michelangelo Penso: Organismi estremofili. Artista che da anni lavora a livello internazionale indagando le possibili connessioni tra ricerca scientifica e artistica, Penso ha concepito per due sale della storica residenza borbonica, la Sala dei porti e la Sala della Fortuna, Sulfolobus solfataricus e Caldariella acidophila, due opere ispirate al medesimo archeobatterio, uno di quei microrganismi detti anche estremofili poiché si differenziano dai batteri tradizionali per aver sviluppato caratteristiche straordinarie che consentono la vita in ambienti inospitali, in condizioni, appunto, estreme.

Il nome Caldariella acidophila gli fu dato dalla ricercatrice avellinese Agata Gambacorta che lo scoprì negli anni Settanta, intuendo che i prelievi da lei effettuati alle fumarole della solfatara Pisciatella a Pozzuoli contenessero qualcosa di vivo. Tale nome fu poi cambiato in Sulfolobus solfataricus per uniformarne la nomenclatura: in quegli stessi anni nel parco di Yellowstone era stato scoperto da Thomas Brock un altro batterio “amante dello zolfo” chiamato in latino “ufficiale” Sulfolobus.

Le opere si legano dunque al contesto culturale campano, ma anche allo stesso sito in cui sono esposte: anche la Reggia infatti può essere definita “estremofila” per le sue dimensioni, le sue peculiarità architettoniche, le sue varietà botaniche.

La mostra è curata da Leo Lecci, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Genova e organizzata in collaborazione con la Galleria Alberta Pane (Parigi – Venezia) e l’Archivio d’arte contemporanea dell’Università di Genova.