Caserta, Ornella Vanoni giovedì 5 settembre al “Settembre al Borgo”

La grande cantante ed attrice Ornella Vanoni interverrà giovedì 5 settembre alla manifestazione “Settembre al Borgo“, la manifestazione culturale diretta da Enzo Avitabile, giusta quest’anno alla 47esima edizione. La Vanoni si esibirà nello spettacolo dal titolo “La mia storia” che andrà in scena presso il Teatro della Torre a Casertavecchia.

Settembre al Borgo è una delle manifestazioni culturali più prestigiose e longeve della Campania, di certo la principale a Caserta dopo la scomparsa del Leuciana Festival, che si teneva tradizionalmente a San Leucio e Percorsi di luce alla Reggia.
L’edizione 2019 della Kermesse, organizzata dal Comune di Caserta e finanziata dalla Regione Campania, vede Enzo Avitabile nel ruolo di direttore artistico ed un cartellone ricco di eventi e di nomi di spicco dal 4 all’8 settembre, oltre all’anteprima del 1 settembre.

Spettacoli, mostre, presentazioni di libri e concerti, per giunta tutti gratuiti, per una manifestazione che nasce con il nobile intento di promuovere la cultura ma anche il turismo ed il territorio, in particolare il Borgo di Casertavecchia, uno dei più suggestivi d’Italia.

Non sono mancate, purtroppo, le polemiche in seguito alla presentazione del cartellone: alcuni cittadini hanno espresso dubbi circa l’opportunità di lasciare libero e gratuito l’ingresso, senza posti numerati ed assegnati ma con la formula del “fino ad esaurimento posti“. Il rischio è quello di generare ressa all’ingresso degli spettacoli, cosa già accaduta lo scorso anno; altri hanno criticato la scelta degli artisti, dalla quale si evince la volontà di preferire personaggi di reale spessore artistico in luogo di nomi più attraenti per il pubblico più ampio.

Uno dei nomi di maggiore spicco è certamente quello di Ornella Vanoni, cantante ed attrice, una delle artiste italiane dalla carriera più longeva e celebrata, essendo in attività ininterrottamente dal 1956 ed avendo numerosi dischi, film e premi al suo attivo.
La Vanoni è nota soprattutto come cantante, considerata una delle maggiori interpreti della musica leggera italiana e dotata di uno stile interpretativo, personalità e timbro i voce decisamente peculiari ed inconfondibili.

Per ben otto volte Ornella Vanoni partecipa al Festival di Sanremo, arrivando una volta seconda e tre volte quarta. Nel 1999 è la prima artista della storia a vincere il Premio alla carriera proprio a Sanremo, l’unica donna e la prima artista in assoluto ad aver vinto due volte il Premio Tenco, una volta anche in qualità di cantautrice ed una Targa Tenco.
Premi prestigiosi e numerosi che vanno ad aggiungersi ai dischi d’oro e di platino conquistati in più di una occasione, anche se la grande Ornella, come ha dichiarato in numerose interviste, non ha mai inseguito né amato i premi.

Nata a Milano nel 1934, figlia di un industriale farmaceutico, Ornella riceve la migliore istruzione possibile presso le Suore Orsoline prima e poi in collegi in Svizzera, Francia ed Inghilterra. Terminati gli studi Ornella ancora non pensa di diventare artista. Tornata a Milano un’amica della madre nota la sua voce e le consiglia di intraprendere la carriera di attrice. Così Ornella si iscrive nel 1953 all’Accademia di arte drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler del quale diventa in breve tempo allieva prediletta e poi compagna, destando un grande scandalo in un’epoca in cui il divorzio ancora non esisteva.
Il debutto come attrice avviene nel 1956, l’anno dopo quello nel ruolo di cantante.
La Vanoni si distingue da subito per la sua raffinatezza, nasce così in Giorgio Strehler l’idea di cucirle addosso un intero repertorio musicale, l’abito di donna di spettacolo sensuale ma intellettuale e raffinata.

Il rapporto artistico e personale con Strehler termina nel 1960, in seguito Ornella incontra Gino Paoli, uno dei suoi più grandi amori, ma sposa nel giungo dello stesso anno l’impresario Lucio Ardenzi dal quale ha un figlio, pur continuando ad amare Gino con il quale nasce anche una prolifica collaborazione artistica. In questa circostanza nasce “Senza fine“, il primo brano di largo successo interpretato dalla Vanoni.
Gli anni ’60 sono ricchi di successo per Ornella, un momento storico d’oro per la musica leggera italiana. Si susseguono collaborazioni con Luigi Tenco, Domenico Modugno, oltre che con lo stesso Gino Paoli, film, programmi televisivi e festival canori.

Anche gli anni ’70 sono densi di successi per Ornella Vanoni che nel frattempo cambia casa discografica e ne fonda una propria nel 1974, la Vanilla, insieme al suo compagno di allora, Danilo Sabatini. Sono gli anni della maturità artistica per Ornella che diventa sempre più sofisticata ed ambasciatrice del Made in Italy grazie anche a Gianni Versace che ne cura il look. Nel 1976 recita accanto a Gigi Proietti e nel 1977 posa nuda per Playboy.

Gli anni ’80 sono all’insegna dell’auto produzione per Ornella Vanoni. Nel momento di massima crisi per la musica italiana, Ornella produce tre album di grande successo, tournèe internazionali finanche a New York ed anche in coppia con Gino Paoli e poi collaborazioni con Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla e Giorgio Conte. “Ti lascio una canzone” è il brano più memorabile di quegli anni. Ornella torna a vivere a Milano e torna anche a recitare a teatro, stavolta con Giorgio Albertazzi.

Negli anni ’90, dopo aver raggiunto la sua massima espressione artistica con brani dal tema della sensualità e della malinconia, Ornella Vanoni vira su atmosfere più ricercate e levigate. Le sue apparizioni e la sua produzione artistica diventano più diradate.

Negli anni duemila la stella di Ornella Vanoni e la sua ispirazione artistica continuano a brillare. Tanti album incisi, disco d’oro e disco di platino conquistati più volte tra gli altri con l’album “Ti ricordi? Non mi ricordo” inciso di nuovo insieme a Gino Paoli nel 2004.

Non è certo questa l’ultima tappa della brillante e ricca carriera di Ornella Vanoni, tra musica, teatro, cinema e televisione. Una carriera fori dal comune per una delle ultime vere dive, una carriera tale che per raccontarla non basterebbe un libro.