OroRe Nero: il vino della Vigna della Reggia di Caserta al Vinitaly

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La vendemmia nella vigna del Re ha dato i frutti sperati e così, lunedì 15 aprile alle 13, sarà presentato al Vinitaly, il Salone italiano del vino, OroRe Nero: il Pallagrello Nero della Reggia di Caserta, curato dalla cantina vinicola Tenuta Fontana.

La conferenza stampa di presentazione si terrà nel padiglione della Regione Campania, nello stand di Tenuta Fontana. Il dibattito è sul tema «OroRe e le vigne storiche». Interverranno il direttore della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei; il giornalista e documentarista Luigi Ferraiuolo; l’enologo Francesco Bartoletti e la proprietaria di Tenuta Fontana, Mariapina Fontana. Al dibattito seguirà una degustazione del vino rosso del Re, rinato dopo 253 anni.

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In occasione della recente visita presso la Reggia di Caserta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Tenuta Fontana ha simbolicamente donato al capo dello Stato una bottiglia di OroRe Nero. Il Presidente Mattarella ha invito ai due giovani imprenditori casertani una inaspettata lettera di ringraziamento.

Circa sei anni fa la Reggia di Caserta, Museo del Ministero della Cultura, riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità, diretto allora da Mauro Felicori, a seguito di una procedura di concessione ha affidato a Tenuta Fontana un ettaro di terreno nel Bosco di San Silvestro per il reimpianto di una vigna. L’azienda in questi anni, seguita dall’amministrazione della Reggia, si è occupata con passione e professionalità di impiantare una pregiata vigna di Pallagrello, l’antico Piedimonte, e la vite pian piano è rinata, divenendo prima uva e ora vino. E’ stata una grande sfida per l’azienda e per la Reggia di Caserta.

La vigna originaria era quella che serviva le tavole e la cantina reale e aveva un’estensione di circa cinque ettari, di fronte alla Casina di San Silvestro. Nei secoli il bosco ha eroso molto di questa estensione ed è rimasto solo un ettaro di terreno libero, proprio di fronte al cancello d’ingresso della Casina. Ed è proprio quell’ettaro che è stato affidato a Tenuta Fontana, che l’ha ripulito e rilanciato con l’aiuto di due grandi professionisti: l’enologo fiorentino Francesco Bartoletti e l’agronomo livornese Stefano Bartolomei e la consulenza di ong accreditata Unesco per il rispetto della convenzione sul patrimonio per la rivitalizzazione.

«I vini di questa contrada sono eccellenti così bianchi come rossi, e sono de’ migliori del Regno, così per loro qualità e natura, come per la grata sensazione che risvegliano nel palato. Vanno sotto il nome di Pallarelli, e sono stimatissimi ne’ pranzi». I Re di Napoli, tra i monarchi più importanti d’Europa, parlavano così del Pallagrello, vino derivato della vite omonima, che fecero piantare anche nei giardini della Reggia di Caserta, esattamente nel Bosco di San Silvestro, per poterlo produrre direttamente nelle Reali Delizie. Tanto era il loro amore per il vino, che vollero nel Vitigno reale proprio il Pallagrello bianco e nero, così come è conosciuto oggi.

«Con orgoglio presentiamo il Pallagrello nero della Vigna della Reggia, dopo il Pallagrello Bianco, risultato tangibile di un grande lavoro di squadra del quale ringrazio Tenuta Fontana – spiega Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta – Un lavoro improntato alla valorizzazione dell’identità del Complesso vanvitelliano: oggi Museo contemporaneo, vivo e attivo, al servizio della società e del suo sviluppo. Nel progetto reale, realizzato da Luigi Vanvitelli, vi è una visione di sviluppo territoriale che intendiamo non perdere, sostenendo la sperimentazione di un sano rapporto pubblico privato. La Reggia è oggi coinvolta in numerose attività attività che testimoniano il possibile ruolo di fucina delle produttività e delle eccellenze del territorio».

“Eravamo consci della delicatezza del ruolo che svolgevamo – spiegano Mariapina e Antonio Fontana, proprietari della Cantina – e lo abbiamo portato avanti con la maggior cura possibile e coordinandoci continuamente con la Reggia e tutti gli studiosi che potevano darci indicazioni utili. Dopo OroRe Bianco arriva al Vinitaly anche OroRe Nero, il Pallagrello Nero della Vigna, che avevamo presentato in anteprima proprio alla Reggia a novembre scorso, e cominceremo a provare a costruire un dibattito e un confronto con le altre vigne storiche internazionali”.

La Vigna di San Silvestro presso la Reggia di Caserta

Superficie: 1,2 ha
Terreno: Franco Sabbioso
Vitigno coltivato: Pallagrello bianco e Pallagrello nero da selezione Massale Portainnesto: 420 A
Sesto di Impianto: 2,50m x 0,80m

Brevi cenni sul Vitigno

Il vitigno Pallagrello viene coltivato in Campania ed è molto diffuso in particolare nella provincia di Caserta. Esistono la varietà bacca bianca e a bacca nera. Caratterizzato da grappoli piccoli e con acini perfettamente sferici, da cui il nome Pallagrello, cioè piccola palla, in dialetto locale «U Pallarel».

Cenni storici

Originario della località Monticello, situata nel comune di Piedimonte Matese, si ha la prova della sua origine attraverso un’epigrafe che ancora oggi si trova in loco, commissionata da Ferdinando IV di Borbone che vietava categoricamente ai non autorizzati di attraversare i 27 moggi di vigneto di pallagrello. Risale addirittura all’epoca della Pillleolata romana la presenza di questo vino, del quale si possono trovare numerose tracce storiche. Famosissimo sino all’Ottocento, era uno dei vini preferiti dai Borbone che lo consideravano un regalo di pregio per i loro ospiti, e lo erano, infatti, i menu e le carte dei vini per le grandi occasioni, accanto ai più blasonati vini francesi. La sua denominazione, “Piedimonte rosso”, richiama la zona pedemontana del Matese da cui origina e dal nome del comune principale dove si concentrava la produzione: Piedimonte Matese, già Piedimonte d’Alife. Tuttavia, l’infestazione di oidio e fillossera nei primi anni del Novecento, unita alla decadenza sociale e politica delle regioni meridionali e allo sviluppo industriale dell’agricoltura ed enologia piemontese e toscana, ha portato alla rapida scomparsa del pallagrello e alla sua successiva rimozione dall’immaginario enoico. Nonostante questo, è importante sottolineare le indubbie qualità ampelografiche di questo vino.

La sua varietà rimaneva, fino a poco tempo fa, principalmente utilizzata come uva da taglio presso le tenute di campagna della regione di produzione, spesso scambiata per la Coda di Volpe o per varianti del rinomato Aglianico locale.

La Vigna della Reggia di Caserta nel Bosco di San Silvestro

La Vigna della Reggia di Caserta nel Bosco di San Silvestro ha acquisito grande fama grazie alla bontà del suo vitigno, destinato naturalmente a essere coltivato per i sovrani della Reggia stessa. Il Bosco di San Silvestro fu scelto per la sua coltivazione, in quanto dominava il Parco Reale. In tempi passati, la Vigna era la più importante e forniva i vini per le tavole reali. Tuttavia, con la caduta del regno, la vite fu abbandonata e presto sparì. Quando Tenuta Fontana ha cominciato a recuperare il vigneto, solo un ettaro di terreno su cinque era disponibile per la coltivazione, mentre il resto era stato inglobato dal bosco.

Aspetti legati alla futura Vinificazione presso Tenuta Fontana

Il progetto legato alla rinascita della vigna di San Silvestro passa attraverso la massima valorizzazione del vitigno protagonista di questo percorso. Per ottenere questo scopo e avere una corretta maturazione del vino, è stata scelta l’anfora di terracotta come contenitore per l’affinamento del Pallagrello bianco e rosso, al fine di ottenere una maturazione del vino senza interferenze da parte del contenitore e mantenere intatte le caratteristiche organolettiche del Vitigno.

Etichetta

Anche l’immagine di etichetta dell’OroRe, nelle due diverse declinazioni per il vino bianco e per quello rosso, è frutto di un’attenta riflessione. E’ stato infatti riportato in grafica il varco al Casino del Bosco di San Silvestro, situato proprio di fronte alla vigna affidata a Tenuta Fontana. Il color oro, con un doppio rimando alla parola «ORO» e alla suggestione del percorso degli Appartamenti reali della Reggia di Caserta; per la parola «RE»: il colore bianco per il vino prodotto da Pallagrello bianco, quello rosso porpora per il vino nero.

Per informazioni e contatti: Vigna della Reggia di Caserta, 338982909.