San Rocco ospedale di frontiera, mancano cardiologi e medici internisti

Sessa Aurunca – Sono da poco iniziati all’Ospedale San Rocco i lavori di adeguamento alle vigenti norme antincendio, processo che sta ovviamente già di per sè causando una serie di disagi, a partire dalla compressione dei posti letto. E’ quanto fa rilevare anche una nota del Comitato “San Rocco Bene Comune”, relativamente alla volontà del  direttore Sanitario Salvatore Moretta di “interrompere le attività istituzionali dei reparti di Cardiologia e U.T.I.C. in seguito alla lamentata denuncia del Primario di detti reparti, Dott. Luigi Di Lorenzo, di non aver ottenuto, per il bene dell’utenza, il necessario adeguamento di personale Medico (Spec. Cardiologi)“.

“Confermiamo – sottolineano Giovanni Celentano e Paolo Iannotta, rispettivamente Segretario aziendale Cisl Fp del Presidio Ospedaliero e RSU –  che il vero problema non sono i lavori di adeguamento ma la mancanza di personale medico, in particolare  cardiologi ed internisti di medicina generale. E’ questa la lamentela del Primario di Cardiologia, Luigi Di Lorenzo, cinque cardiologi e un primario non bastano, meno di otto unità professionali significa essere notevolmente sotto organico. Diciamo la verità, Sessa è un po’ fuori mano, nel momento in cui i cardiologi vincono concorsi presso altre strutture, è inevitabile che vadano via. La vicenda diventa più difficile perchè l’Asl Caserta non ha più graduatorie interne sui cardiologi ed ora bisognerà attingere a graduatorie esterne, fuori provincia, ci sono tempi tecnici non indifferenti da rispettare”.

Stessi problemi anche in Medicina Generale sguarnita del personale medico: “Gli internisti sono sottoposti a turni davvero impossibili – continuano Celentano e Iannotta –  essendo anche in pronto soccorso medico e va detto che il primario, Italo Sorrentini fa sicuramente un lavoro egregio con il capitale umano a disposizione. Per i medici interni ci vorrebbe al più presto un avviso pubblico di mobilità interregionale perchè sono proprio ridotti al lumicino. E nonostante tutto possiamo dire che tutti cercano di dare risposte adeguate al territorio facendo sacrifici non indifferenti. Sulla questione infermieri qualcosa si sta muovendo ma è ancora troppo poco, mancano i tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio.

Insomma, sulla carta siamo DEA di primo livello, ma effettivamente non lo siamo, cerchiamo di fare il possibile, il meglio per dare risposte all’utenza che afferisce in zona, questo DEA va costruito con risorse umane e attrezzature che al momento non ci sono, abbiamo anche ereditato una struttura che faceva acqua da tutte le parti. Siamo 280 dipendenti tra medici, infermieri, OSS, amministrativi, autisti, centralinisti, manutenzione, per complessivi 100 posti letto, un vero e proprio ospedale  di frontiera”.