Papa Francesco apre la Settimana Santa con l’invito ad aiutare chi soffre: “Pensiamo al bene che possiamo fare”

Papa Francesco Domenica delle Palme

Città del Vaticano – Nella Messa della Domenica delle Palme, all’interno di una Basilica Vaticana che nessuno è abituato a vedere quasi deserta, Papa Francesco apre la Settimana Santa con l’invito a focalizzarsi sulle cose importanti, volgendo lo sguardo alla difficile realtà che da qualche settimana tutto il mondo sta vivendo: “Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve. Perché la vita si misura sull’amore. Allora, in questi giorni santi, a casa, stiamo davanti al Crocifisso”.

Ed è al Crocifisso che, secondo Francesco, dobbiamo chiedere “la grazia di vivere per servire”. Chiara l’esortazione a stare vicino alle persone che in questo momento si trovano in maggiore difficoltà: “Cerchiamo di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso. Non pensiamo solo a quello che ci manca, pensiamo al bene che possiamo fare”. Francesco ricorda che “siamo al mondo per amare Lui e gli altri. Il resto passa, questo rimane”.

Il Papa non manca di sottolineare la difficoltà di quest’impegno: “Certo, amare, pregare, perdonare, prendersi cura degli altri, in famiglia come nella società, può costare. Può sembrare una via crucis. Ma la via del servizio è la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita”.

Dopo la lettura a più voci del Vangelo della Passione secondo Matteo, Francesco nell’omelia evidenzia come anche il Signore ci ha serviti, vivendo le situazioni più dolorose per chi ama: il tradimento e l’abbandono. Ma, malgrado tutto, continua ad amarci, dimostrandoci che l’amore è il vero scopo della vita: “Gesù ha subito il tradimento del discepolo che l’ha venduto e del discepolo che l’ha rinnegato. È stato tradito dalla gente che lo osannava e poi ha gridato: «Sia crocifisso!» (Mt 27,22). È stato tradito dall’istituzione religiosa che l’ha condannato ingiustamente e dall’istituzione politica che si è lavata le mani. Pensiamo ai piccoli o grandi tradimenti che abbiamo subito nella vita. È terribile quando si scopre che la fiducia ben riposta viene ingannata. Nasce in fondo al cuore una delusione tale, per cui la vita sembra non avere più senso. Questo succede perché siamo nati per essere amati e per amare, e la cosa più dolorosa è venire traditi da chi ha promesso di esserci leale e vicino. Non possiamo nemmeno immaginare come sia stato doloroso per Dio, che è amore”.

Infine il Papa si rivolge in particolar modo ai giovani in questa XXXV Giornata Mondiale della Gioventù, istituita proprio 35 anni fa da san Giovanni Paolo II: “Cari amici, guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perché la vita è un dono che si riceve donandosi. E perché la gioia più grande è dire sì all’amore, senza se e senza ma. Come ha fatto Gesù per noi”.