Papa Francesco nell’Angelus: “Tanti sono morti in solitudine, Dio accolga le vittime della pandemia”

Sembra un pò invecchiato e triste Papa Francesco nell’omelia della messa di questa mattina mentre tentava di pronunciare parole di speranza per tutti quelli che hanno subito un lutto in famiglia e per le stesse vittime di questa pandemia, morte da sole, senza il sostegno dei propri familiari, senza una carezza, un aiuto, un sorriso dei propri cari, senza nemmeno un funerale.

Il Papa ha chiesto di pregare per i defunti e ha commentato il Vangelo di oggi, quello di Giovanni al capitolo 10 in cui i giudei chiedono a Gesù di dire apertamente se sia lui il Cristo. Ma il Signore risponde: “Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore”.

Il Papa si è chiesto come mai noi non crediamo, uno dei motivi principali è la rigidità di cuore. “Anche la rigidità nell’interpretazione della Legge. Gesù rimprovera i farisei, i dottori della Legge per questa rigidità. Che non è fedeltà: la fedeltà è sempre un dono a Dio; la rigidità è una sicurezza per me stesso”.

Bergoglio prosegue poi con una serie di impedimenti che ostacolano la nostra conoscenza dell’amore di Gesù, come la pigrizia che ci toglie la volontà di andare avanti e porta alla tiepidezza, o lo spirito mondano: “Quando l’osservanza della fede, la pratica della fede finisce in mondanità. E tutto è mondano. Pensiamo alla celebrazione di alcuni sacramenti in alcune parrocchie: quanta mondanità c’è lì. E non si capisce bene la grazia della presenza di Gesù”.