Parco degli Aranci a Caserta, svaligiato appartamento a via Delle Betulle: “Ci hanno rubato persino l’abbigliamento”

Via Delle Betulle
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“Sono entrati col flex, com’è possibile che nessuno abbia sentito niente”?

Ancora un altro furto d’appartamento e sempre in pieno giorno. E’ accaduto nel popoloso quartiere di Parco degli Aranci in via della Betulle. Preso di mira un appartamento sito in uno stabile al piano terra, messo in sicurezza anche con i cancelli esterni.

“Li hanno aperti col flex – ci racconta Rosaria, l’inquilina che ha subito il furto – eravamo usciti intorno alle 19,30 e siamo tornati alle 22.00. Impossibile che nessuno abbia sentito niente, un flex fa un certo rumore insomma, come può essere che nessuno nel palazzo sia stato richiamato dal fracasso?

Sono entrati dal lato dell’edificio che confina con la Don Milani, la scuola elementare, purtroppo c’è una sorta di corridoio che divide le due strutture ed hanno utilizzato quello.

Immaginate l’amara sorpresa e soprattutto lo spavento perché quando siamo rientrati loro erano ancora dentro.

Abbiamo provato ad aprire la porta come normalmente facciamo quando si rincasa ma messa la chiave nella toppa questa non si apriva. In un attimo abbiamo capito che c’era qualcuno dentro che spingeva al contrario e teneva chiusa la porta dall’interno preparandosi a fuggire da dove erano entrati.

Mio marito ha dato una spallata violentissima, ma quando siamo riusciti ad entrare erano già scappati. Dentro, potrete immaginare, abbiamo trovato un terremoto, la nostra casa devastata, una violenza vera e propria. Ci hanno rubato tutto, alcuni risparmi che avevamo prelevato per pagare l’affitto di casa e quello del nostro esercizio commerciale, addirittura i cosmetici quelli ancora nuovi, le creme, i profumi, persino l’abbigliamento. Dobbiamo ricominciare tutto da capo. Non abbiamo più niente”.

E’ disperata Rosaria e soprattutto terrorizzata. Non vuole più rientrare a casa da sola, e vaga in strada nell’attesa che il marito torni dal lavoro.

Solo dopo una settimana e più – racconta ancora – gli altri inquilini del palazzo ci hanno confessato che era già accaduto tempo prima anche a loro. E allora che significa? Questa zona non è sicura, siamo in balia di chiunque e sono dei professionisti che ci osservano per capire quando siamo in casa e quando no, complici anche la posizione del quartiere a ridosso della variante. Noi abbiamo deciso di andare via”.

Il 4 maggio scorso l’ultimo furto d’appartamento, nella stessa strada, nello stesso complesso abitativo, giusto il palazzo successivo. In quell’occasione l’evento in piena mattinata, tra le 10 e le 11, appena il tempo che gli occupanti portassero il cane a fare la passeggiata mattutina. In quel caso fecero saltare il defender a protezione della serratura con un cannello lanciafiamme.

Parco degli Aranci, purtroppo non è affatto nuovo a questi tristi episodi, colpevole di avere una posizione geografica nel tavoliere del territorio urbano, cosiddetta “strategica” per le fughe, come più volte hanno riferito le forze dell’ordine giunte sul posto, loro malgrado, a reato già concluso.

Il quartiere è cotangente infatti all’ingresso dell’Appia che poi immette alla variante, e confina contemporaneamente con l’area del Parco Cerasole che a sua volta è zona dai mille sbocchi: con Caserta città su due punti, verso il centro e verso la periferia. Insomma una manna per chi voglia venire a “fare danni”.

Per non parlare della sua conformazione, area verde, villette, campetti, panchine, luoghi ideali per passeggiare e per sostare con gli amici, o per venire a nascondersi.

Le forze dell’ordine, anche questa volta sono giunte dopo molto tempo, lamentando la penuria di agenti e volanti in circolazione: “Facciamo il possibile, ma siamo davvero pochi per un territorio, che copre tutta la provincia, estesissimo“.

E intanto nel quartiere sale la paura anche di uscire di casa. E sui social i residenti segnalano ognuno la propria triste esperienza, chi un furto d’appartamento, chi un furto d’auto, chi le ruote della macchina. L’esasperazione è tanta e si grida ancora una volta all’assemblea di quartiere.