Parco degli Aranci, volontari della rete Caserta Città Viva, aggrediti durante l’apertura e la chiusura della villetta

E martedì 14 gennaio assemblea di quartiere alle 18.30

Quanto è facile parlare di beni comuni nella città di Caserta? Quanto è facile operare per liberare spazi e luoghi che appartengono a tutti ma che diventano appannaggio di pochi?

Per rispondere a queste domande riportiamo l’esperienza dei volontari della rete Caserta Città Viva e della Villetta degli Aranci, che a partire dal mese di ottobre si sono costituiti in comitato per avviare un’operazione di riqualificazione del quartiere cominciando dal suo “cuore”, la villetta comunale.

Giusto per una rispolveratina della memoria, c’è da dire che questo parchetto, alla sua costruzione, quasi 14 anni fa, fu considerato un vero piccolo gioiello urbanistico: ricco di verde ed alberi ad alto fusto, possedeva non solo l’area verde ma anche la parte terrazzata attraversata addirittura da un ponticello sotto cui scorreva acqua a flusso continuo.

Imponente fontana centrale a tre cascatelle, pista per le bocce, gazebo esterno e patio interno, giochi per i bambini, insomma per i residenti una vera oasi. Poche le strutture così sul territorio.

Poi è stato il tempo dei vandali, che da sempre purtroppo, anche se non ci piace sentircelo dire, è cosa dei ragazzi, e nel giro di qualche anno quella che era stata una bella opera green, è diventata purtroppo un’area degradata, lampioni spaccati, giochini divelti, pista delle bocce abbandonata, fontana chiusa, ruscelletto interrato, verde incolto e così via. E cosa ancora più grave, periodica base di spaccio che ha più volte costretto i residenti ad invocare le fosse dell’ordine sul posto.

Insomma con questa premessa ed almeno tre tentativi di comitati di quartiere dalla vita breve causa poca partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, la villetta è rimasta abbandonata a se stessa per almeno 5 anni.

Fino a quando nell’ottobre del 2019, sulla scia dell’ottimo risultato di gestione partecipata di Villetta Giaquinto e villetta di via Arno, la rete Caserta Città Viva, con l’appoggio della Chiesa, del gruppo Scout Caserta AGESCI,  ha tentato un’azione di coinvolgimento che ha destato una buona partecipazione dei residenti.

Da allora, la villetta sta recuperando dignità, grazie all’impegno di pochi ma determinati volontari che hanno preso l’impegno di aprire e chiudere per salvaguardare la sicurezza dell’area, è stata parzialmente ripristinata l’illuminazione, e il Comune ha pronto un atto di affidamento che aspetta solo di essere formalmente consegnato.

Questa procedura allo stato delle cose è assolutamente necessaria, perché ritornando all’incipit di questo articolo, resuscitare un pezzetto di territorio non è facile, riappropriarsi di un bene comune può diventare, come sta accadendo, una vera e propria battaglia addirittura con gli stessi residenti che rigettano le regole destinate a migliorare il vivere quotidiano del posto e di chi lo vive, preferendo talvolta muoversi in una anarchia che non fa bene a nessuno.

Con questi presupposti l’operazione di riqualificare la villetta e il quartiere sta diventando un braccio di ferro tra il comitato ed alcuni riottosi.

Nei mesi scorsi sono stati denunciati tentativi di ostracismo con ripetute azioni vandaliche come la colla nel catenaccio, comunicazioni stracciate, veri e propri attacchi verbali a chi si deve accingere all’apertura e alla chiusura. Addirittura attacchi fisici com’è accaduto a Fiorella Pontillo, aggredita fisicamente da due ragazzi all’interno della villetta, cosa prontamente denunciata.

“Stamattina è accaduto di nuovo – ci racconta Fiorella – esco per andare ad aprire e sul posto trovo due persone che mi infastidiscono intimandomi di andare ad aprire in altro orario la mattina della domenica per soddisfare le loro esigenze, ovviamente la discussione non era garbata e gentile ma decisamente ostile.

Non è davvero più possibile agire in questo modo e subire le angherie di chi non vuole cambiamenti in questo quartiere in cui abito da 30 anni e mai come in questo momento voglio andare via.

Riqualificare un posto abbandonato vuol dire cacciare le basi di spaccio, abituare la gente a cooperare e a prendersi cura del proprio quartiere, a essere persone dignitose e abitare in un posto a misura di uomo/donna/bambino/cane.

Manca una firma per l’atto di affidamento dal Comune di Caserta ma io sinceramente sono sfiduciata da tutto, sono stanca  e amo la mia  citta’. La amo ma amo piu’ me stessa”.

Ci si batte per una vita migliore in questa città e la città stessa ti vuole soffocare. Non possiamo permettere che la sfiducia nel sistema distrugga ogni azione e progetto positivo. Il Comune non può più procrastinare, deve assolutamente consegnare l’atto di affidamento in misura definitiva.

Affinché il Parco degli Aranci abbia una possibilità di rinascita.

Intanto domani 14 gennaio ci sarà l’assemblea dei residenti per discutere delle richieste da porre in atto al comune con più forza, ripristino totale dell’illuminazione, dell’acqua e della manutenzione del verde.