Pasquale Vitale, l’ingegnere di Carinaro con la passione per le stelle, responsabile del software della sonda spaziale Bepi Colombo

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Carinaro (Caserta) – La sonda europea Bepi Colombo, in viaggio verso Mercurio alla scoperta del Sole, lanciata il 22 ottobre dalla Guyana Francese, parla italiano. Infatti, il software di bordo è stato realizzato da Pasquale Vitale di Carinaro (Caserta). Il 40enne ingegnere informatico vive da sette anni in Francia, a Tolosa e partecipa attivamente ai programmi dell’Agenzia Spaziale Europea.

Contattato da Francesca Pagano di Juorno.it, ha rilasciato un’interessante intervista in cui si presenta. Dalle sue parole traspare una persona modesta, nonostante il prestigioso ruolo che ricopre in ambito scientifico. Ci tiene a sottolineare di non sentirsi un “cervello in fuga” e dichiara “i cervelli in fuga sono coloro che hanno una notevole esperienza scientifica e che decidono di aprire il loro orizzonte di ricerca andando oltre confine. Io sono semplicemente un ingegnere con la passione per le stelle.”

AUTOMORRA

Sono in ingegnere informatico con una specializzazione in automazione industriale e vivo ormai da sette anni a Tolosa, dove è stato sviluppato il software di bordo al quale sto lavorando. Mi sono occupato di dirigere l’equipe che ha sviluppato il software di bordo della sonda Bepi Colombo, il software che gestisce in tempo reale sensori e propulsori per arrivare fino a Mercurio e poi orbitare intorno al pianeta.

L’Italia ha dato un notevole contributo a questa missione scientifica poiché quattro degli undici strumenti a bordo di una delle due sonde sono stati sviluppati da aziende italiane. Quindi stiamo parlando di un alto livello tecnologico. Siamo vicini al Sole, pertanto è importante che le radiazioni solari, i campi magnetici e le alte temperature non influiscano sui dati della missione scientifica. In pratica noi abbiamo elaborato un software (molto costoso) per evitare che il satellite si bruci quando arriverà così vicino al Sole.

L’Italia ha un numero di ingegneri straordinari che lavorano nel settore scientifico e aerospaziale. Sono necessari importanti investimenti e cospicue risorse per realizzare missioni che durano anche 20 anni. In queste fasi abbiamo sempre bisogno del contributo dei bravi ingegneri italiani.

Il satellite della sonda Bepi Colombo

Bepi Colombo ha raggiunto la posizione corretta per cominciare il suo viaggio verso Mercurio. Si trova cioè nella cosiddetta ‘orbita di fuga’, sta sfrecciando alla velocità di circa 350.000 chilometri al giorno ed è pronto per cominciare la fase di test. “Il satellite è in ottima forma e abbiamo concluso la modalità operativa critica, chiamata Launch and Early Orbit phase, nella quale le attività di supporto vengono condotte 24 ore su 24“, ha detto all’ANSA Paolo Ferri, direttore delle operazioni di volo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) dal centro di controllo della missione (Esoc) che si trova in Germania, a Darmstadt.

Bepi Colombo si trova nella posizione orbitale corretta e la sua orbita di fuga lo riporterà comunque vicino alla Terra tra circa un anno e mezzo, per prendere la prima spinta necessaria al suo viaggio. E’ normale – ha aggiunto – che nei primi giorni dal lancio di un satellite si lavori 24 ore su 24. Sono giorni critici come quelli immediatamente successivi all’arrivo di un neonato: appena il satellite si separa dal lanciatore si trova ancora in uno stato da monitorare attentamente e da configurare per il volo. In questa fase avvengono infatti operazioni molto delicate perché decisive per il futuro della missione, come il dispiegamento dei pannelli solari e delle antenne.

Conclusa questa fase critica – ha detto ancora l’esperto – da adesso a metà dicembre entriamo nella fase di test, in cui il satellite viene osservato per 12 ore al giorno. Si parte con i test sui motori tradizionali a idrazina, con piccole manovre di correzione in orbita, e in novembre sono previsti quelli sul motore a ioni, importantissimo perché a dicembre dovremo utilizzarlo in modo operativo. In programma fino a metà dicembre anche i test sui singoli strumenti scientifici a bordo.